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Salario accessorio, diritto alle ferie, servizio militare e progettazione interna

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Posizione organizzativa e limiti al salario accessorio
I valori della retribuzione di posizione e di risultato dei dipendenti incaricati di posizione organizzativa, anche se pagati da bilancio, rientrano nel limite del fondo del salario accessorio?
La Corte dei conti della Lombardia, con deliberazione n. 205/2016/PAR del 20 luglio 2016, ricordando i precedenti orientamenti espressi in materia, sottolinea che in tema di incremento delle risorse variabili del fondo decentrato finanziato col minor costo derivante dalla soppressione di una posizione organizzativa, l'articolo 1, comma 236, della legge 208/2015, sostanzialmente riproduttivo del precedente articolo 9, comma 2-bis, del Dl 78/2010, stabilisce la regola per cui l'entità massima della spesa per trattamento accessorio del personale non può mai superare l'importo fissato per il 2015.
Pertanto, con l'espressione «l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale» deve intendersi ogni genere di risorse funzionalmente destinate a offrire copertura agli oneri accessori del personale, senza alcuna considerazione per origine o provenienza delle risorse se non sotto il profilo della presenza di un vincolo di destinazione giuridicamente rilevante.

Diritto alle ferie maturate
Un ente chiede all'Aran se un lavoratore reintegrato in servizio, a seguito di sentenza del giudice del lavoro che ha dichiarato l'illegittimità del suo licenziamento, può fruire delle ferie maturate e non godute prima del licenziamento stesso.
L'Agenzia, con parere RAL_1853_Orientamenti Applicativi del 14 luglio 2016, ritiene che non sussista alcun impedimento giuridico a che al lavoratore, a seguito della reintegrazione nel posto di lavoro disposta dal giudice del lavoro, sia riconosciuta la possibilità di fruire del residuo di ferie maturate e non godute nella fase del rapporto di lavoro antecedente all'applicazione della misura disciplinare del licenziamento per giusta causa. Poiché in base ai principi generali, per effetto della reintegrazione in servizio disposta dal giudice del lavoro, si ricostituisce giuridicamente il rapporto di lavoro di cui era titolare il dipendente fino al momento del licenziamento, si ritiene che, conseguentemente, questi, ora, possa anche avvalersi di quelle ferie maturate e non godute fino al licenziamento stesso.
L'Aran aggiunge che per la mancanza del necessario presupposto della prestazione lavorativa effettivamente resa, il lavoratore non matura ferie nel periodo di assenza dal lavoro compreso tra il giorno del licenziamento illegittimo e quello della reintegrazione nel posto di lavoro disposto dal giudice del lavoro.

Domanda per il riconoscimento del servizio militare
Con la circolare n. 138 del 28 luglio 2016 «Gestione Dipendenti Pubblici. Nuove modalità di presentazione delle domande tramite web, di riconoscimento del servizio militare direttamente dagli interessati con utilizzo della procedura sul Portale Inps», l'Inps ha fornito nuove istruzioni in merito alla presentazione, direttamente dall'interessato tramite web, delle domande di riconoscimento del servizio militare, a partire dal 1° agosto 2016.
La presentazione telematica, in via esclusiva, della domanda di riconoscimento del servizio militare - la cui procedura è stata illustrata con circolare n. 12 del 25 gennaio 2013 - è già attiva per gli iscritti alla Gestione Pubblica, a decorrere dal 4 aprile 2013.
Con la circolare, in particolare, l'Istituto rende noto che, nell'ottica di miglioramento dei servizi telematici offerti ai cittadini, è stata rilasciata una versione aggiornata dell'applicativo Internet, già in uso per gli iscritti alle Casse pensionistiche della Gestione Pubblica (Cpdel, Cps, Cpi, Cpug e Ctps), per consentire ai cittadini forniti di Pin di richiedere l'Accredito del servizio militare nelle predette Casse Pensioni, attraverso il portale Inps.

Danno erariale per attività di (non) progettazione interna
Risponde di danno erariale il dirigente che ha liquidato incentivi per la progettazione (ex articolo 92, comma 6, del Dlgs n. 163/2006) a dipendenti interni dell'ente nel caso in cui questi abbiano svolto mera attività di supporto in favore di professionisti esterni incaricati della redazione di atti di pianificazione.
È quanto contenuto, in sintesi, nella sentenza n. 253 del 14 luglio 2016 della Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Puglia, relativamente al giudizio di responsabilità contro due dirigenti provinciali, rei di aver liquidato compensi incentivanti (ex articolo 92 del Dlgs n. 163/2006) illegittimi al personale dell'ente, peraltro in parte anche appartenente a servizi estranei a quello "puramente" tecnico (addetti al Servizio Finanziario).
I giudici hanno rilevato come l'incentivo liquidato (nei limiti del 30% della tariffa professionale) ai dipendenti interni, fosse da considerarsi ancor più illegittimo, a fronte della partecipazione negli atti di pianificazione di professionisti esterni e del fatto che dagli atti prodotti non fosse stato possibile ricostruire concretamente quale e quanto fosse stato l'apporto dei dipendenti nella redazione degli atti stessi.


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