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La sentenza va notificata al funzionario in giudizio per conto dell'ente

di Francesco Machina Grifeo

In materia di invalidità civile, la notifica della sentenza di primo grado va indirizzata al funzionario dell'Inps costituitosi in giudizio per conto dell'ente e non dunque genericamente presso la sede dell'istituto di previdenza. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17532/2016, accogliendo, con rinvio, il ricorso del colosso pensionistico.

La vicenda
In secondo grado, invece, la Corte territoriale di Firenze aveva rigettato l'appello dell'ente (contro il riconoscimento ad una donna dell'indennità di accompagnamento), ritenendolo tardivo, perché presentato quando era ormai decorso il termine breve previsto per l'impugnazione. Nel ricorso in Cassazione, però, l'Istituto ricorrente ricorda di essersi costituito in giudizio a mezzo di un proprio funzionario e di aver eletto domicilio nella sede di Pistoia, per cui la notifica doveva essere effettuata «al funzionario costituito» e non «genericamente» al legale rappresentante dell'Inps.

La decisione
Una doglianza accolta dai giudici di Piazza Cavour che, dopo aver ripercorso una serie di precedenti, enunciano il seguente principio di diritto: «Nel caso in cui la PA sia autorizzata a difendersi "personalmente" o attraverso propri dipendenti, la notifica della sentenza, come quella della successiva impugnazione - (quest'ultima con esclusione del caso in cui la difesa personale o con propri dipendenti sia limitata al giudizio di primo grado) - vanno effettuate nei confronti dell'Amministrazione personalmente o dei funzionari che l'hanno difesa».
Al contrario, per la donna che richiedeva l'indennità, la norma vigente (Dl 203/2005, articolo 10, comma 5) indicava soltanto che la notifica doveva farsi presso la sede provinciale di volta in volta chiamata in causa. Un ragionamento, prosegue la Corte, «non persuasivo giacché la disposizione si riferisce unicamente al luogo in cui deve essere effettuata la notificazione e non al soggetto destinatario della notificazione» che, invece, «deve essere individuato nel difensore costituito». La norma infatti non prevede alcuna deroga alle disposizioni generali di rito degli articoli 170 e 285 c.p.c.. Ne deriva «l'inidoneità della notifica eseguita direttamente all'Inps presso la sede provinciale - e non al difensore costituito - a far decorrere il termine breve di impugnazione». Infatti, «la sola identità del luogo della notifica, in assenza del riferimento nominativo al difensore costituito, non assicura che la sentenza giunga a conoscenza della parte tramite il suo rappresentante processuale, unico qualificato a vagliare la opportunità di proporre impugnazione».


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