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Certificati di malattia, capacità assunzionali, pensioni e incentivi al personale

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Per il certificato di malattia risponde anche il lavoratore
La Corte di cassazione – civile, sezione lavoro – con sentenza n. 15226 del 22 luglio 2016, ha fissato un principio fondamentale relativamente al ricorso di una lavoratrice avverso il licenziamento disciplinare irrogatole dall'azienda dalla quale dipendeva, in occasione di un'assenza di malattia non giustificata (l'amministrazione non aveva mai ricevuto il certificato medico).
Di fatto, il certificato non era stato inviato e ciò aveva impedito al datore la possibilità di effettuare le visite di controllo, rendendo, peraltro, possibile l'attivazione della procedura di licenziamento disciplinare, per assenza ingiustificata.
Del resto, prosegue il Collegio, la previsione della trasmissione informatica del certificato di malattia direttamente dal medico del lavoratore all'Inps esonera unicamente il prestatore dall'obbligo di inviare la certificazione cartacea, ma non da quello, previsto contrattualmente, di avvisare dell'assenza.
Quindi, ecco le conclusioni: «L'avere richiesto al medico il certificato non esaurisce l'obbligo di diligenza della lavoratrice, considerato che restano comunque fermi l'obbligo contrattualmente previsto del lavoratore di segnalare tempestivamente al datare di lavoro la propria assenza e l'onere di controllare l'effettivo azionamento da parte del medico della procedura di trasmissione telematica del certificato, anche eventualmente richiedendo il numero di protocollo telematico identificativo del certificato/attestato di malattia».

Capacità assunzionale: utilizzo facoltà triennio 2013/2015
Giunge dalla Corte dei conti della Lombardia, un chiaro riassunto sulle attuali possibilità assunzionali in una Regione, come quella in esame, in cui non vi è ancora lo sblocco sul vincolo di destinazione delle quote ai dipendenti degli enti di area vasta.
Con deliberazione n. 188/2016/PAR, la Sezione ricorda che, impregiudicata la possibilità del cumulo dei resti assunzionali per il triennio 2013/2015, le cessazioni intervenute nel biennio 2012/2013, che determinano la capacità assunzionale del 2013 e del 2014, non soggiacciono alle limitazioni introdotte dal citato comma 424 e possono essere liberamente utilizzate nel 2016.
Esse costituiscono il primo biennio del periodo 2012/2014, che, in virtù della novella apportata dall'articolo 4, comma 3, del Dl n. 78/2015, determina il budget delle assunzioni effettuabili nel 2016 (unitamente a quello derivante da cessazioni dello stesso 2015).
Diversamente, proseguono i Giudici contabili, sempre nel 2016, i resti derivanti da cessazioni del 2014, costituenti il budget assunzionale del 2015, sono vincolati a garantire il riassorbimento di personale degli enti di area vasta.

Inps, domanda online per pensione diretta
È stato unificato il servizio online per la domanda di pensione diretta per dipendenti pubblici e privati (pensione di vecchiaia o anticipata o di anzianità per i casi eccezionali attualmente previsti quali le pensioni in salvaguardia).
È quanto contenuto nella nota del 20 luglio 2016, con la quale l'Inps comunica che anche i dipendenti pubblici devono inviare all'Istituto la domanda di pensione diretta, di vecchiaia e anticipata utilizzando il servizio online «Domanda di Prestazioni Previdenziali: Pensione, Ricostituzione, Ratei ecc.» accessibile dal percorso Servizi OnLine > Accedi ai servizi>Servizi per il Cittadino.
Dopo la compilazione del pannello "Anagrafica", l'iscritto alla Gestione dipendenti pubblici potrà selezionare il tipo pensione (vecchiaia, anticipata, di anzianità per i casi eccezionali attualmente previsti quali le pensioni in salvaguardia) e scegliere la gestione e il fondo di appartenenza.
Devono, inoltre, essere compilate le dichiarazioni di responsabilità relative:
- ultimo datore di lavoro
- data di cessazione del rapporto di lavoro
- eventuale titolarità di altre prestazioni pensionistiche e/o assistenziali.

Incentivi al personale tecnico
Alla Corte dei conti della Lombardia è stata posta la seguente questione: «se alla luce del combinato disposto dell'art. 1, comma 2 lettera e) e dell'art. 113 (del Dlgs 50/2016, ndr) sia possibile prevedere nell'apposito regolamento una forma di incentivazione almeno per le attività relative alla direzione lavori e del collaudo per opere pubbliche derivanti da convenzioni urbanistiche sottoscritte con soggetti privati per opere di urbanizzazione che implicano, comunque, l'approvazione dei relativi progetti da parte degli organi collegiali comunali».
La Sezione, con deliberazione n. 184/2016/PAR, preliminarmente conferma che dal contenuto letterale della norma richiamata, non vi sarebbe dubbio che l'attività di direzione lavori e quella di collaudo rientrino tra quelle "incentivate" (in questo senso il comma 1 dell'articolo 113 citato).
Tuttavia, diversamente, deve essere affrontata la questione ermeneutica se gli incentivi in questione possano essere erogati per dette attività quando le stesse comportino «lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati, titolari di permesso di costruire o di un altro titolo abilitativo, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del Dpr 380/2001, e dell'articolo 28, comma 5, della legge 1150/1942, ovvero eseguono le relative opere in regime di convenzione (articolo 1, comma 2, lett. e Dlgs 50/16)».
Anche qui interviene a favore dell'analisi, il tenore letterale dell'articolo 113 del Dlgs 50/2016 e quindi, secondo i magistrati contabili, gli incentivi per attività tecniche non possono essere riconosciuti in favore di dipendenti interni che svolgano attività di direzione lavori o di collaudo quando dette attività sono connesse a lavori pubblici da realizzarsi da parte di soggetti privati, titolari di permesso di costruire o di un altro titolo abilitativo, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso, ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del Dpr n. 380/2001, e dell'articolo 28, comma 5, della legge 1150/1942, ovvero eseguono le relative opere in regime di convenzione (articolo 1, comma 2, lettera e) Dlgs n. 50/2016).


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