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Province e Croce rossa chiudono la ricollocazione degli esuberi

di Gianni Trovati

Con la pubblicazione sul «Portale della mobilità» delle graduatorie nazionali per le ricollocazioni degli esuberi di Province, Città metropolitane e Croce rossaarriva finalmente al traguardo la riscrittura della geografia del pubblico impiego avviata dalla riforma Delrio. I dipendenti interessati dalle assegnazioni dovranno prendere servizio nel loro nuovo ufficio il 1° settembre.

L'operazione mobilità
Quella che il governo ha definito in più di un'occasione «la più grande operazione di mobilità» nella storia della Pubblica amministrazione italiana, e che fra gli enti di area vasta e la Croce rossa interessa oltre 17mila persone, arriva a conclusione con un certo ritardo rispetto alle previsioni iniziali, scritte in decreti attuativi e circolari ma rivelatesi troppo ottimiste. Ancora da definire, poi, resta la situazione di 318 dipendenti, in larga parte della Croce Rossa, per i quali non si è ancora riusciti a completare l'incrocio fra il profilo professionale, le preferenze espresse e i posti disponibili.
La conclusione sostanziale del processo, avviato operativamente il 23 marzo del 2015 con l'apertura del Portale per rilevare i fabbisogni di personale e le capacità assunzionali delle pubbliche amministrazioni chiamate a riassorbire gli esuberi, ha però un valore importante su un doppio piano, quello politico e quello pratico. Sul primo aspetto, è evidente che il faticoso compimento del piano promette di sgombrare il campo da uno dei problemi più spinosi nell'attuazione della riforma, che ancora deve sciogliere parecchi nodi sull'effettivo svolgimento delle funzioni rimaste in capo a Province e Città metropolitane e sulla disponibilità di risorse reali per finanziarle. Da un punto di vista più pratico, però, la ricollocazione porta come conseguenza la riapertura delle assunzioni negli altri enti territoriali, dopo oltre due anni di blocco dettato dall'esigenza di tenere liberi i posti in organico per gli «ex» di Province e Croce rossa. Le uniche deroghe al blocco erano finora intervenute a inizio marzo, quando Palazzo Vidoni aveva riaperto le assunzioni della Polizia locale negli enti di sei regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Marche Lazio, Piemonte e Veneto) e a metà luglio, quando quando all'elenco si erano aggiunti Molise e Puglia e soprattutto era stato dato il via libera al reclutamento anche per il resto del personale negli enti locali di Emilia Romagna, Lazio, Marche e Veneto. Nel tentativo di accelerare è intervenuto anche il decreto enti locali, prevedendo lo sblocco delle assunzioni in tutti i territori che avessero visto completare la ricollocazione di almeno il 90% del personale, ma il provvedimento attende ancora il via libera definitivo del Senato e, visto il calendario, la macchina dovrebbe ripartire ovunque da settembre.

Il contingente di dipendenti
Le «graduatorie nazionali» ora pubblicate sul Portale della mobilità riguardano l'ultimo contingente di 1.174 dipendenti, in otto casi su dieci della Croce rossa. Quasi 7mila dipendenti, infatti, sono stati imbarcati nelle Regioni insieme agli uffici in cui già lavoravano, poco più di 5mila sono in forza ai centri per l'impiego e passano attraverso le Regioni, accompagnati da una copertura statale per gli stipendi, in attesa del passaggio definitivo all'Agenzia nazionale per le politiche attive. In 2.300 sono invece riusciti a imboccare la strada anticipata verso la pensione grazie alla manovra 2015, che per alleggerire gli organici provinciali permette il collocamento a riposo con le vecchie regole per chi raggiunge i requisiti pre-Fornero entro fine 2016, mentre per 400 la pensione arriva per le vie ordinarie.L'arrivo della graduatoria definitiva non basta però a chiudere i problemi strutturali del personale di Province e Città metropolitane, in particolare negli enti (l'ampia maggioranza) che non hanno rispettato il Patto del 2015 e si trovano a dover gestire il blocco del salario accessorio e le incognite sui precari dopo il 31 dicembre prossimo.


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