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Reinserimento lavorativo, concorsi, assunzioni e massimale contributivo

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Persone con disabilità e reinserimento lavorativo
Con determina presidenziale n. 258 del 11 luglio 2016, l'Inailha diffuso il regolamento per il reinserimento e l'integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, in attuazione dell'articolo 1, comma 166, della legge n. 190/2014. Il regolamento fornisce concreta attuazione a quanto disposto dalla legge di stabilità 2015, che ha attribuito «all'Inail competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione, con interventi formativi di riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e per l'abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, con interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro».

Impugnazione graduatorie concorsuali
Il Consiglio di Stato - sezione IV - con sentenza n. 3076 dell'11 luglio 2016, prende in esame una vicenda interessante, anche se un po' complicata, in materia di impugnazione delle graduatorie concorsuali. Ecco il caso specifico. Un soggetto, che aveva partecipato a un concorso pubblico indetto nel 2008 dal ministero delle Infrastrutture (per un posto di dirigente della professionalità tecnica), all'esito delle prove concorsuali, e pur avendole positivamente superate, era stato escluso dalla procedura selettiva, avendo l'amministrazione ritenuto che non fosse in possesso dei requisiti previsti dal bando. Avverso la propria esclusione, l'interessato proponeva ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e analogo ricorso veniva proposto, successivamente, avverso la graduatoria finale approvata all'esito della procedura (nella quale, ovviamente, il candidato non era compreso). I due ricorsi, previa loro riunione, erano stati accolti e, per l'effetto, venivano annullati sia il provvedimento di esclusione del ricorrente sia la graduatoria finale. In seguito, però, il decreto indicato era stato impugnato da ulteriori due candidati i quali, assumendo di essere controinteressati pretermessi nel procedimento scaturito dal ricorso straordinario, siccome destinati a essere scavalcati nella graduatoria finale dal ricorrente vittorioso e non essendo stati destinatari né di notifica dell'impugnazione né di successiva integrazione del contraddittorio, ne denunciavano l'illegittimità sotto svariati profili.
Il Consiglio di Stato, a conferma della sentenza del Tar del Lazio che aveva accolto il ricorso dei due candidati, illustra come il decreto presidenziale emesso all'esito del primo contenzioso dovesse effettivamente essere annullato, a causa dell'originaria inammissibilità dell'impugnazione straordinaria per mancata notificazione del ricorso ad almeno un controinteressato (come richiesto dall'articolo 9, comma 2, del Dpr n. 1199/1971) ed enuncia il seguente principio: «Il granitico insegnamento giurisprudenziale, in ipotesi di impugnazione di graduatorie concorsuali, qualifica come controinteressati coloro fra i partecipanti i quali, per effetto dell'ipotetico accoglimento del ricorso, verrebbero a subire un pregiudizio anche in termini di postergazione nella graduatoria medesima».

Capacità assunzionale e resti del 2013
La Corte dei conti del Piemonte, con deliberazione n. 93/2016/PAR ricorda che gli enti locali, nel 2016, possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato, non vincolate dalla disposizione del comma 424 dell'articolo 1 della legge n. 190/2014, utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013, sempre nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
In tale caso, infatti, gli enti locali possono procedere all'assunzione con procedura di mobilità volontaria ovvero, in caso di esito negativo, con concorso nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 30 Dlgs n. 165/2001.
Inoltre, aggiunge il Collegio, sarebbe altresì possibile, in presenza di resti di capacità assunzionale, procedere ad assunzioni mediante procedura di mobilità volontaria tra enti sottoposti a regime di limitazione, senza incorrere nei limiti relativi al turn over (nel 2016 nella misura del 25% ai sensi dell'articolo 1, comma 228, della legge n. 208/2015 che ha inciso sull'articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014, convertito nella legge 114/2014), mentre, nel diverso caso in cui l'assunzione non dovesse avvenire con procedura di mobilità tra enti sottoposti al medesimo regime di limitazione (ad esempio, tra enti in situazioni differenti ovvero mediante concorso pubblico), varrebbe, invece, la limitazione legislativa di spesa, fissata nel 2016 nella misura del 25% dall'articolo 1, comma 228, della legge n. 208/2015.

Denuncia casi su applicazione massimale contributivo
L'Inps comunica che con circolare n. 58 del 1° aprile 2016 sono stati forniti chiarimenti in ordine alla corretta applicazione del massimale annuo della base contributiva e pensionabile ex articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995 per i soggetti iscritti alla Gestione dipendenti pubblici. È quanto contenuto nel messaggio n. 3020 dell'11 luglio 2016 «Modalità di denuncia nei casi di errata applicazione o disapplicazione del massimale ex art. 2, comma 18, della L. n. 335/95 per i soggetti iscritti alle Gestioni Pubbliche che comportino restituzione o regolarizzazione delle differenze contributive».
In particolare, al punto 4 della circolare suddetta venivano esaminate le fattispecie della restituzione ovvero della regolarizzazione delle differenze contributive derivanti dall'errata disapplicazione o applicazione del massimale ex articolo 2, comma 18, della legge n. 335/95.
Con il presente messaggio vengono forniti ulteriori chiarimenti alle indicazioni già date dall'Istituto in ordine agli adempimenti e ai termini di regolarizzazione da parte del sostituto di imposta/datore di lavoro nel caso in cui l'applicazione del massimale per i lavoratori non sia stata gestita correttamente.


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