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Polizia locale, dipendenti disabili, lavoro flessibile e incarichi extraistituzionali

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Assunzioni nella polizia locale con i resti
La Corte dei conti della Puglia, con deliberazione n. 129/2016/PAR del 21 giugno 2016, risponde a un quesito inerente la possibilità di utilizzare i resti della capacità assunzionale per le assunzioni di dipendenti nelle funzioni di polizia locale.
La Sezione richiama l'articolo 5 del Dl n. 78/2015 specificando che il divieto stabilito nella norma ha carattere assoluto, essendo prevista come unica deroga l'assunzione di personale a tempo determinato effettuata dopo la data di entrata in vigore del decreto, anche se anteriormente alla data di entrata in vigore della relativa legge di conversione, per lo svolgimento di funzioni di polizia locale, esclusivamente per esigenze di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a cinque mesi nell'anno solare, non prorogabili.
Al di fuori, quindi, della deroga espressamente contemplata per esigenze di carattere stagionale, (fino al completo riassorbimento del personale della polizia provinciale) non è possibile procedere ad assunzioni con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi comprese forme di reclutamento effettuate attraverso l'utilizzo di graduatorie in corso di validità dello stesso o di altro ente o l'impiego dei cosiddetti resti.
Va ricordato che la Puglia non rientra tra le regioni già identificate dal Dipartimento della Funzione pubblica nelle quali, per la polizia locale, sono state ripristinate le ordinarie capacità assunzionali.

Benefici dipendenti disabili gravi o per l'assistenza
L'Inps ha fornito ulteriori istruzioni in merito alle semplificazioni per i soggetti con disabilità grave, con particolare riguardo alla gestione dei benefici spettanti ai lavoratori dipendenti in caso di disabilità grave, sia in qualità di soggetti disabili gravi sia in qualità di soggetti che prestano assistenza a disabili gravi.
Il tutto è contenuto nella circolare n. 127 dell'8 luglio 2016 («Art. 25, commi 4 e 6-bis, del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni nella legge n. 114 dell'11 agosto 2014. Semplificazioni per i soggetti con disabilità grave: proroga degli effetti del verbale rivedibile fino al completamento dell'iter di revisione ai fini dei permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti in caso di disabilità grave. Istruzioni operative»).

Assunzioni stagionali e limiti di spesa per lavoro flessibile
Può essere derogato il limite di spesa per il lavoro flessibile, sancito dall'articolo 9, comma 28, del Dl n. 78/2010, in caso di assunzione di personale di polizia municipale finanziata con i proventi derivanti da sanzioni per violazione del codice della strada?
La risposta arriva dalla Corte dei conti della Puglia con la deliberazione n. 131/2016/PAR del 21 giugno 2016, evidenziando che nessuna deroga sussiste per quanto attiene all'assoggettamento delle assunzioni in esame ai vincoli di cui all'articolo 9, comma 28, atteso che non vi è un'espressa esclusione di tale voce dal computo rilevante ai sensi della norma citata, né la disciplina di cui all'articolo 208 del codice della strada appare derogatoria rispetto all'applicazione della disposizione che si pone come norma vincolistica di carattere generale riferita alle assunzioni di lavoro flessibile.
Infatti, ritiene il Collegio, sebbene le spese per le assunzioni stagionali di vigili possono in parte essere finanziate con i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative ai sensi dell'articolo 208, comma 5-bis, ciò non toglie che tali spese vadano integralmente computate nel novero di quelle sostenute per i contratti del personale temporaneo o con rapporto flessibile e ciò, proprio in virtù dell'obbligo di riduzione della spesa rispetto a quella sostenuta nell'anno 2009.
Peraltro, pur dando atto della manifestazione di qualche tesi divergente (sezione controllo Toscana n. 10/2012/PAR, sezione controllo Emilia Romagna n. 130/PAR/2015), i giudici pugliesi ricordano che l'orientamento prevalente della giurisprudenza delle sezioni di controllo ritiene che la previsione dell'articolo 208 individui una mera modalità di finanziamento delle assunzioni in esame che non ne determina, in via automatica e definitiva, la sottrazione al limite di spesa di cui all'articolo 9, comma 28.

Svolgimento incarichi extraistituzionali non autorizzati
La Corte dei conti – sezione regionale giurisdizionale per il Piemonte – con sentenza n. 226 depositata il 28 giugno 2016, ha analizzato il caso di una dipendente pubblica che aveva svolto incarichi esterni non autorizzati dalla propria amministrazione, alla cui scoperta gli veniva intimata la restituzione di tutte le somme percepite, in difetto della citata preventiva autorizzazione, in favore del datore di lavoro.
La Sezione ha evidenziato come la limpida formulazione dell'articolo 53 del Dlgs n. 165/2001, unita al noto principio «ignorantia legis non excusat» (nella specie l'ignoranza era ingiustificabile per la chiarezza testuale), non consentissero di ipotizzare alcuna buona fede di una dipendente che aveva omesso di comunicare e di chiedere l'autorizzazione per lo svolgimento di attività extra ufficio. Per cui, il contegno omissivo protratto per un così lungo arco temporale (dal 2001 al 2008) dimostrava l'inescusabile negligenza e imprudenza, nonché l'evidente trascuratezza dei basilari doveri di dipendente pubblico, che costituiscono l'essenza del requisito soggettivo della colpa.
La Corte, quindi, conclude che: «A seguito della violazione del precetto normativo sopra ricordato (art. 53 del d.lgs. 165/2001), il dipendente, che abbia svolto attività extraistituzionale retribuita senza avere preventivamente ottenuto l'autorizzazione dell'Amministrazione di appartenenza, deve rifondere quest'ultima mediante il versamento di un importo corrispondente al compenso incamerato».


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