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Riduzione costo del lavoro, contratti in convenzione, procedimento disciplinare e patto di stabilità

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Mancata riduzione percentuale spese di personale/correnti
Mentre continua a far discutere l'interpretazione della Sezione Autonomie della Corte dei conti (deliberazioni n. 27/2015 e n. 16/2016) sull'obbligo di riduzione del rapporto tra spese di personale e spese correnti, è stato chiesto alla Sezione Emilia Romagna se, in caso di mancato rispetto del parametro, sia possibile:
1. stanziare risorse incentivanti in relazione ai risparmi di razionalizzazione della spesa in base all'articolo 16, commi 4 e 5, del Dl 98/2011, nel limite del 50% dei risparmi certificati, quindi escludendo tale emolumento dai vincoli posti all'articolo 40, comma 3-quinquiel, del Dlgs 165/2001;
2. procedere a un interscambio fra dipendenti di pari profilo, ascritti alla stessa categoria2, ma non alla medesima posizione economica che incide nella spesa del personale limitatamente alle risorse stabili del fondo della contrattazione decentrata.
La Sezione, con deliberazione n. 49/2016/PARritiene non percorribili entrambe le opzioni (punto 1 e 2) prospettate dalla richiesta inoltrata dall'ente.

Utilizzo personale in convenzione
L'articolo 14 del Ccnl 22 gennaio 2004, fermo restando i contenuti del rapporto di lavoro intercorrente con l'ente di appartenenza, quali risultano dal contratto individuale di lavoro stipulato, consente l'utilizzo a tempo parziale di personale dipendente da ente diverso da quello di appartenenza.
In sostanza, in base alla disciplina contrattuale, sarebbe consentito a un ente diverso da quello di appartenenza solo l'utilizzazione delle prestazioni di un dipendente per una parte dell'ordinario orario di lavoro che, contrattualmente, è dovuto dal dipendente interessato presso l'effettivo datore di lavoro.
Al lavoratore presso l'ente utilizzatore sono richieste le prestazioni proprie del profilo e della categoria di appartenenza. Pertanto, a parere dell'Aran, non sembrerebbe possibile, stante queste previsioni contrattuali, che l'ente utilizzatore (proprio perché solo datore di lavoro in senso funzionale per un limitato arco temporale) possa incidere in senso modificativo su un aspetto fondamentale del contratto individuale di lavoro (rispetto al quale indubbiamente è estraneo) come, appunto, le mansioni.
È quanto stabilito nel parere RAL_1838_Orientamenti Applicativi del 24 maggio 2016.

Contestazione immediata nel procedimento disciplinare
Il requisito dell'immediatezza della contestazione per licenziamento disciplinare è a carico del datore di lavoro, che deve dimostrare sia il momento della conclusione delle indagini sia la tempistica dell'intera successione temporale delle stesse. È quanto stabilito dalla sentenza della Cassazione civile - Sezione lavoro - del 25 maggio 2016 n. 10839, che torna sul tema del principio di immediatezza della contestazione dell'addebito e della tempestività del recesso, nei casi di procedimenti disciplinari a carico di lavoratori.
La Corte, quindi, ha confermato l'illegittimità del licenziamento comminato, sia per l'intempestività del licenziamento (avvenuto con pregiudizio del diritto di difesa del dipendente), sia in quanto il datore di lavoro non aveva provato le scansioni temporali che avevano condotto dalla prima segnalazione delle operazioni, sicché le concrete ragioni del ritardo (il quale sarebbe potuto essere giustificato, sulla base del criterio di ragionevolezza, «attesa la necessità di contemperare le difficoltà dell'accertamento con quelle difensive del dipendente, chiamato a giustificare il proprio operato a due anni di distanza»), non potevano dirsi provate.

Ritardo nell'invio della certificazione del patto stabilità e divieto di assumere
Cosa accade se un ente non invia nei tempi indicati la certificazione sul rispetto del patto di stabilità? In particolare, nel 2015 l'ente ha rispettato il patto, ma ha comunicato la certificazione il 5 aprile 2016, dopo il termine previsto del 13 marzo.
La Corte dei conti della Puglia, con deliberazione n. 111/2016/PAR, sottolinea come la sanzione relativa al divieto di assunzione di personale deve trovare applicazione nell'esercizio 2016, secondo la regola generale, in quanto successivo rispetto al 2015, per il quale si è verificata la tardiva trasmissione della certificazione attestante l'osservanza del patto di stabilità interno 2015.
Del resto, anche la circolare Rgs del 10 febbraio 2016 n. 5 sulle nuove regole di finanza pubblica per gli enti territoriali ha precisato che «ai fini della verifica del rispetto del termine di invio, la data di riferimento è quella risultante dalla ricevuta rilasciata dal sistema web che attesta che la certificazione risulta nello stato di inviato e protocollato», e ha ribadito che le sanzioni si applicano nell'anno successivo a quello dell'inadempienza.


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