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Preavviso, la mobilità volontaria non azzera l'anzianità di servizio

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In caso di preavviso, l'anzianità di servizio del personale che è stato trasferito presso un'altra amministrazione in mobilità volontaria deve essere calcolata non solo con riferimento a quella maturata presso l'ultimo ente, ma si deve sommare anche quella maturata in precedenza nell'amministrazione di provenienza. È l'indicazione data dall'Aran nel parere Ral 1848. Il parere si riferisce al comparto regioni ed enti locali, ma le sue indicazioni si possono estendere a tutte le amministrazioni pubbliche, in quanto derivano direttamente dai principi fissati dall'articolo 30 del Dlgs 165/2001, cioè dalla disposizione di riferimento per il passaggio in mobilità volontaria dei dipendenti pubblici.

Nessuna nuova assunzione
Il parere ricorda che la mobilità volontaria non determina una nuova assunzione, ma la modifica di un rapporto di lavoro esistente, che quindi prosegue con un nuovo datore di lavoro, ma conserva in modo inalterato i suoi tratti caratterizzanti: da qui la conclusione che si deve conteggiare come anzianità quella già maturata complessivamente, a prescindere dall'ente in cui l'attività è stata effettuata. Occorre aggiungere che indicazioni non dissimili vengono fornite in modo consolidato per ciò che riguarda la posizione di progressioni orizzontale maturata, posizione che viene conservata nell'ente di destinazione. In questa direzione va anche la constatazione che le assunzioni in mobilità volontaria, se si svolgono tra amministrazioni che hanno vincoli alle assunzioni, non entrano nel tetto di spesa per le nuove assunzioni.
Il divieto di dare corso alla mobilità per le amministrazioni che non hanno rispettato il Patto di stabilità non è figlio di un principio diverso; esso deriva dall'ampiezza della sanzione stabilita per le amministrazioni che violano questo principio. Infatti il legislatore stabilisce per le amministrazioni che non rispettano il vincolo il divieto di effettuare assunzioni di personale a qualunque titolo, facendo quindi prevalere un dato sostanziale.

Conseguenze operative
Sulla base delle previsioni contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro del 9 maggio 2006, il periodo di preavviso minimo è fissato in due mesi per i dipendenti con anzianità di servizio fino a cinque anni, in tre mesi per quelli con anzianità fino a dieci anni e in quattro mesi per coloro che hanno una anzianità superiore a dieci anni. Per l'Aran quindi il periodo va calcolato sommando l'anzianità maturata presso l'ente di provenienza nel caso di mobilità volontaria.
Occorre aggiungere che questi termini sono dimezzati nel caso di dimissioni del dipendente, e che le parti possono decidere di non applicare le sanzioni previste per il mancato preavviso, cioè la una sanzione pari al trattamento economico corrispondente a questo periodo.


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