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Meccanismo flessibile per le mansioni superiori: apertura a tutta la categoria anche senza titolo di studio

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

I dipendenti di categoria C possono essere destinatari del conferimento di mansioni superiori non solamente per i profili ascrivibili alla categoria D1, ma anche per quelli che sono ascrivibili alla categoria D3. È questa la prima indicazione contenuta nel parere Aran Ral 1844. Esso detta un altro principio molto rilevante: i dipendenti cui sono conferite mansioni superiori non devono necessariamente essere in possesso del titolo di studio previsto per l'accesso dall'esterno, come ad esempio la laurea per la categoria D.
Siamo in presenza di pareri che possono essere definiti come innovativi, non solo
perché dettano per la prima volta indicazioni operative su questo tema, ma soprattutto perché definiscono in modo preciso sia il contenuto delle differenze all'interno delle categorie B e D della distinzione tra le posizioni iniziali di inquadramento ma perché stabilisco in modo preciso che non siamo in presenza di una fattispecie che può essere inserita nell'ambito delle assunzioni di personale.

Unicità della categoria
In primo luogo, con riferimento alla possibilità che un dipendente di categoria C possa essere destinatario di mansioni superiori relative ai profili della categoria D3, si considera che questo istituto, sulla base delle previsioni dell'articolo 52 del Dlgs 165/2001, è applicabile solamente per la categoria immediatamente superiore. Ci dice l'Aran che, «anche se all'interno della unica categoria D sono previsti due distinti gruppi di profili, aventi un diverso trattamento stipendiale iniziale, rispettivamente, in D1 e in D3, si tratta comunque di profili appartenenti alla medesima categoria (la D) e, pertanto, anche rispetto al personale in possesso di un profilo professionale avente l'accesso in C1, la categoria immediatamente superiore, ai sensi dell'art. 52 del D.Lgs.n.165/2001 e dell'articolo 2 del contratto nazionale del 31 marzo 1999, è sempre rappresentata dalla categoria D». Quindi, deve essere considerato come prevalente il dato della unicità della categoria; peraltro occorre aggiungere che la suddivisione delle categorie B e D in due posizioni distinte di ingresso era obbligatoria per il passaggio dei dipendenti inquadrati nelle vecchie quinta e ottava qualifica funzionale, rispettivamente nelle posizioni B3 e D3. Ma da allora, siamo in presenza di una scelta che appartiene alla sfera della discrezionalità delle singole amministrazioni locali e regionali: spetta infatti a esse decidere se introdurre questa differenza come posizione di ingresso iniziale per le nuove assunzioni e, nel caso in cui si opti in questa direzione, quali devono essere i profili interessati.

Titolo di studio
L'Aran aggiunge inoltre non è strettamente necessario ovvero indispensabile nel caso di conferimento di mansioni superiori il possesso del titolo di studio previsto per l'accesso dall'esterno, l'Aran ci dice che si deve pervenire a questa conclusione perché non siamo in presenza né «di una forma di inquadramento definitivo nella categoria superiore né, comunque, di una forma di accesso». Ciò «che rileva è la effettiva capacità del lavoratore a svolgere le nuove mansioni, come valutata, con conseguente assunzione di responsabilità, da parte del datore di lavoro pubblico». Ovviamente nel caso in cui il possesso di uno specifico titolo di studio sia richiesto dal legislatore, questo vincolo non può essere in alcun modo aggirato.


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