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Nel part time verticale assenze vincolate ai giorni lavorati

di Arturo Bianco

Il tetto delle assenze deve essere riproporzionato per il personale in part time verticale in relazione alla durata della attività lavorativa. Per questi dipendenti le giornate non lavorative comprese tra periodi di assenza vanno conteggiate: questi principi si applicano ai dipendenti pubblici dei vari comparti, in quanto discendono direttamente dalle regole dettate in modo analogo dai contratti collettivi nazionali di lavoro. In questa direzione si è di recente espressa l'Aran.
Occorre ricordare che il vincolo del riproporzionamento non si applica ai dipendenti in part time orizzontale, in quanto essi svolgono la prestazione per tutte le giornate lavorative. Lo si deve ritenere invece estensibile anche ai dipendenti in part time misto (quelli che prestano la loro attività contemporaneamente non in tutte le giornate lavorative e per una quantità ridotta di ore).
Il vincolo del riproporzionamento si applica a tutte le forme di assenza previste dai contratti, quindi sia alle ferie e alle connesse festività soppresse, sia alla malattia e al connesso calcolo del periodo di comporto. Si deve aggiungere che questo principio va applicato anche per i permessi.
Con riferimento all'istituto del comporto (cioè al periodo di conservazione del posto di lavoro in caso di assenze per malattia), l'Aran sottolinea che l'applicazione di questo principio produce conseguenze su tutti e tre i suoi aspetti costitutivi: la durata, il triennio di riferimento e i periodi di retribuzione intera e ridotta. Nel comparto regioni ed enti locali la durata del comporto è di 18 mesi, che possono su richiesta del lavoratore e in casi particolarmente gravi prolungarsi per un periodo massimo di altri 18 mesi. Viene ridotto anche il triennio entro cui calcolare le giornate di assenza per malattia. Vengono ridotti infine anche i periodi in cui spetta la retribuzione intera e quelli in cui la stessa viene ridotta.
Nel comparto regioni ed enti locali la retribuzione fissa mensile (ad esclusione del salario accessorio) spetta interamente per i primi nove mesi; viene ridotta al 90% per i successivi tre mesi; è ridotta al 50% per gli altri sei mesi e non viene corrisposta per i periodi di eventuale prolungamento oltre i 18 mesi.
L'Aran detta infine due importanti principi sul calcolo dei periodi di assenza. In primo luogo, viene chiarito che ai fini del «superamento del periodo di comporto, vengono presi in considerazione esclusivamente i giorni di malattia coincidenti con quelli in cui il dipendente avrebbe dovuto rendere la prestazione lavorativa». L'altro principio è che ai giorni non lavorativi e a quelli festivi compresi tra giornate di assenza per malattia «si ritiene applicabile la medesima presunzione di continuità, alla quale si ricorre per calcolare il periodo di comporto del personale con rapporto di lavoro a tempo pieno». Conclusione a cui si deve pervenire sulla base delle indicazioni consolidate della giurisprudenza lavoristica.


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