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Anche i dirigenti a tempo nel taglio del 50% alle spese per gli incarichi a termine

di Gianni Trovati

Anche gli incarichi dirigenziali a tempo determinato entrano nei limiti complessivi della spesa di personale, in base ai quali ai contratti a termine non può essere destinata una somma superiore al 50% di quella sostenuta allo stesso titolo nel 2009.
L'indicazione arriva dalla sezione Autonomie della Corte dei conti, che con la delibera 14/2016cambia rotta rispetto alle istruzioni date sulla stessa norma quattro anni fa, nella delibera 12/2012. Più che di un cambio, si tratta in realtà di un'inversione di rotta, dal momento che la delibera del 2012 aveva decretato l'esclusione di queste spese dai vincoli generali, e costringe quindi le amministrazioni locali a rifare i calcoli, con il rischio di trovarsi improvvisamente ad aver sforato i limiti e quindi ad essere costrette a rientrare. La novità, però, nasce dall'evoluzione del quadro delle regole di riferimento, che in questi mesi aveva alimentato un doppio filone nelle sezioni regionali ora risolto dalle Autonomie.
A motivare l'esclusione, nel 2012, era il fatto che gli incarichi dirigenziali degli enti locali erano disciplinati da un limite "su misura", scritto nel testo unico del pubblico impiego (articolo 19, comma 6-quater del Dlgs 165/2001), che agli occhi della Corte giustificava il mancato inserimento di questa voce nel limite complessivo. Ora però, dopo il decreto Madia del 2014, quella norma si applica solo agli enti di ricerca.
Una norma su misura per gli incarichi in Comuni, Province e Città metropolitane c'è ancora, ed è migrata nel Testo unico degli enti locali dove si fissa un limite più alto rispetto al passato: le amministrazioni locali non possono coprire con incarichi a tempo determinato più del 30% dei posti previsti in dotazione organica.
Questo limite, però, non basta secondo il nuovo orientamento della Corte dei conti a superare il vincolo generale, rafforzato anche dal fatto che un successivo intervento della Corte costituzionale, con la sentenza 173/2012, ha ribadito che il tetto complessivo scritto nel 2010 ha «l'obiettivo generale di contenimento della spesa relativa ad un vasto settore del personale». Di qui l'impossibilità di sottrarre al vincolo gli incarichi dirigenziali negli enti locali.


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