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Torna alla sezione Autonomie il rebus dell'indicatore sulle spese di personale

di Amedeo Di Filippo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Come assicurare la riduzione delle spese di personale rispetto al triennio precedente nel caso si verifichino vicende o eventi straordinari che, comportando una diminuzione delle spese correnti, non consentono una comparazione omogenea? È il quesito cui (non) rispondono le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti del Veneto (deliberazione 246/2016) e della Lombardia (deliberazioni 97e 101/2016).

La comparazione di dati omogenei
Le due sezioni intervengono quasi contemporaneamente per chiarire i numerosi dubbi che ancora avvolgono il comma 557 della legge 296/2006, dove si impone agli enti locali la progressiva riduzione delle spese di personale tramite riduzione dell'incidenza percentuale rispetto alle spese correnti, razionalizzazione e snellimento delle strutture burocratico-amministrative, contenimento delle dinamiche di crescita della contrattazione integrativa. Queste norme sono state poi integrate col comma 557-quater, secondo cui il contenimento delle spese di personale deve essere computato con riferimento al valore medio del triennio 2011-2013.
Le disposizioni danno qualche grattacapo in relazione all'omogenea comparazione dei dati quando si verificano vicende straordinarie, come nel caso di mutamento del criterio di contabilizzazione, o di eventi straordinari, imprevisti ed imprevedibili, sottratti alla scelta dell'ente perché per esempio dettati da leggi nazionali, quali l'affidamento a terzi della farmacia comunale gestita in economia o del servizio di refezione scolastica tramite concessione, che comportano entrambe una diminuzione di spese correnti tale da alterare la percentuale di incidenza sulla spesa di personale.
Questi fenomeni inficiano le decisioni in tema di assunzioni, penalizzando gli enti che riducono la spesa, i quali possono per giunta essere indotti a politiche meno virtuose con l'unico fine di poter procedere ad assunzioni di personale. Da qui la richiesta di "sterilizzazione", estrapolando dal calcolo della corrente quelle spese che, seppur sostenute nel triennio, non risultino più presenti negli esercizi successivi.

La sterilizzazione dei dati
I magistrati contabili del Veneto verificano questa possibilità in relazione alle spese non più presenti a causa della esternalizzazione del servizio rifiuti o della diversa metodologia di contabilizzazione dei movimenti di bilancio (determinazione dell'Imu, nel caso di specie). Ipotesi, quest'ultima, in relazione alla quale si è già pronunciata positivamente la sezione Liguria con la deliberazione 80/2015.
Tuttavia, la sezione Veneto ricorda il consolidato orientamento della sezione delle Autonomie secondo cui è necessario far riferimento agli impegni, derivanti dall'effettiva gestione del bilancio e suscettibile di riscontro, da desumere dal rendiconto approvato dal consiglio. Questo orientamento ha indotto a «privilegiare interpretazioni il più possibile aderenti al tenore letterale delle norme, rispetto a soluzioni ermeneutiche additive o derogatorie, anche se queste ultime possono sembrare comprensibili nell'ottica di favorire gli enti, soprattutto di minore dimensione demografica, che versano in situazioni di deficit di competenze».
Alla luce del contrasto e dell'obiettiva situazione di imbarazzo in cui versano gli enti, i magistrati rinviano la soluzione alla sezione delle Autonomie, chiamata a chiarire se si debbano ricondurre a omogeneità i dati della serie storica da comparare attraverso la sterilizzazione degli effetti derivanti da eventi eccezionali, estrapolando dal calcolo della spesa corrente le spese che, seppur sostenute negli esercizi 2011-2013, non risultino più presenti negli esercizi successivi in conseguenza di eventi sottratti a una scelta amministrativa dell'ente; e se sia possibile considerare il riferimento del comma 557-quater in senso dinamico e non statico consentendo, col decorso del tempo, un progressivo adeguamento del parametro di riferimento.

Gli effetti delle esternalizzazioni
Simile orientamento adottano i magistrati lombardi, che invocano la sezione centrale per chiarire se sia possibile riconoscere natura programmatoria e non immediatamente precettiva del comma 557, con la conseguenza di non ritenere ostativo alla possibilità di assunzione l'aver conseguito una riduzione della spesa di personale nel triennio precedente non accompagnata da una riduzione del rapporto tra questa spesa e quella corrente rispetto al medesimo triennio 2011-2013.
A differenza di quello analizzato dal Veneto, in questo caso la riduzione della spesa corrente è frutto di una scelta autonoma dell'ente (l'esternalizzazione di servizi) e non di una specifica disposizione di legge. Ma anche in questo si mostra il paradosso per gli enti virtuosi che hanno conseguito una riduzione della spesa, cui si aggiunge l'oggettiva induzione ad adottare politiche meno virtuose con l'unico fine di poter procedere ad assunzioni di personale.


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