Home  › Personale

I posti indisponibili per la dirigenza non riguardano gli enti locali

di Francesco Fraticelli (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

È la sezione regionale della Corte dei conti della Puglia che, con la recente deliberazione n. 73/2016, per prima dà un giudizio molto restrittivo della norma contenuta nel comma 219 della legge 208/2015 (legge di stabilità 2016), laddove il legislatore stabilisce la non disponibilità dei posti dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni in attesa dell'attuazione della riforma sulla dirigenza pubblica prevista dalla legge 124/2015 (legge Madia) e della contestuale ricollocazione del personale soprannumerario delle ex Province ai sensi della legge 190/2014. Il richiamato comma 219 della manovra di fine anno fa riferimento contemporaneamente sia all'articolazione della dirigenza dell'amministrazione statale in prima e seconda fascia, sia a tutte le pubbliche amministrazioni per via del richiamo all'articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001.

L'orientamento della Corte dei conti
Secondo i magistrati contabili la norma va intesa nel senso più restrittivo ritenendo applicabile anche agli enti locali il divieto di assumere dirigenti a tempo indeterminato con la motivazione che la volontà del legislatore è quella di bloccare le assunzioni di dirigenti prima della riforma Madia. I magistrati, inoltre, si spingono fino a ritenere valido il vincolo di indisponibilità anche relativamente agli incarichi dirigenziali a tempo determinato, conferiti in base all'articolo 110, comma 1, del Testo unico degli enti locali.

La posizione di Anci
Di diverso parere è la posizione fornita dall'Anci, che da tempo chiede con forza un intervento ufficiale da parte della Funzione pubblica atto a chiarire la non applicabilità agli enti locali delle disposizioni sopra richiamate. Il tema è stato discusso anche al tavolo della Conferenza delle Regioni e Province autonome lo scorso 24 marzo dove, oltre a ribadire la potestà regolamentare dei Comuni, si è riconosciuto che il comma 219 introduce il principio di riduzione della dirigenza nella Pa ma limitatamente alla dirigenza statale che è organizzata in prima e seconda fascia.

I rischi di un'interpretazione più restrittiva
Pertanto è urgente ribadire che la giusta interpretazione del comma 219 della legge n. 208 del 2015 è quella di non applicabilità agli enti locali dell'indisponibilità dei posti dirigenziali in dotazione organica per incarichi a tempo indeterminato per l'esplicito riferimento della norma alla dirigenza statale di prima e seconda fascia. Inoltre è altrettanto necessario ribadire che la stessa norma richiamata non può essere, a maggior ragione, riferibile anche agli incarichi dirigenziali a tempo determinato, in quanto tali incarichi sono previsti all'articolo 110 del Tuel che è legge speciale e non modificabile con legge ordinaria se non con esplicito ed espresso richiamo. Si veda al riguardo la pronuncia della sezione regionale della Corte dei Conti dell'Abruzzo n. 384 del 2011 («Inoltre, occorre ricordare che opera in materia la clausola di specialità di cui all'art 1, comma 4 TUEL che, in ossequio al principio di autonomia degli Enti locali, stabilisce che le leggi della Repubblica non possono introdurre deroghe al testo unico se non mediante espressa modificazione delle sue disposizioni»).
Se si affermerà l'interpretazione più restrittiva del comma 219 i Comuni si troveranno sempre di più in una situazione oltremodo insostenibile perché da troppo tempo non possono assumere personale di nessuna tipologia contrattuale né di categoria né dirigenziale (ad eccezione del personale della polizia locale sbloccato di recente, ma solo in sei regioni). In particolare, dopo la tornata elettorale delle prossime elezioni amministrative, che vede la presenza di tante grandi città alle urne, agli enti locali non sarà possibile assumere personale dipendente di categoria, né personale dirigenziale a tempo indeterminato o a tempo determinato. Si continuerà così a non sostituire personale che è continuamente in uscita, a registrare, di conseguenza, la presenza di un'età media talmente alta rispetto agli standard europei che è ormai ai livelli di guardia e soprattutto a non garantire con dignità istituzionale i servizi ai propri cittadini.

(*) Presidente Regionale ANUTEL - Lazio


© RIPRODUZIONE RISERVATA