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Doppio calcolo per la tredicesima del dipendente che cambia «posto»

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un dipendente che nel corso dell'anno abbia intrattenuto due distinti rapporti di lavoro subordinato con pubbliche amministrazioni ha diritto che la tredicesima sia la somma di quanto calcolato in modo distinto per ognuno di essi. Questa regola si applica anche se i due rapporti siano intrattenuti con la stessa amministrazione e anche se uno sia dirigenziale e l'altro nel comparto; quindi si applica anche nel caso di un dipendente che si sia collocato in aspettativa e che abbia ricevuto dallo stesso Comune un incarico dirigenziale a tempo determinato. È quanto ci ricorda l'Aranrichiamando i principi che si possono ricavare dalle disposizioni contrattuali in vigore, stante la mancanza di una esplicita previsione.

Le regole contrattuali
Occorre in primo luogo ricordare quanto stabilito dall'articolo 5, comma 8, del contratti collettivi nazionali 9 maggio 2006 del personale del comparto. Tale disposizione impone di escludere i periodi di aspettativa non retribuita dalla base di calcolo della tredicesima mensilità. Di conseguenza, questo emolumento deve essere calcolato solamente sui periodi di servizio o, per meglio dire, su quelli in cui il dipendente non era collocato in aspettativa non retribuita. La disposizione appena ricordata si applica sia alle aspettative per ragioni personali che a quelle per ragioni familiari sia a tutti i periodi di «sospensione o privazione del trattamento economico». Siamo quindi, nel caso in esame, pienamente nell'ambito di applicazione di tale disposizione, in quanto per il conferimento di incarichi dirigenziali è richiesto il collocamento in aspettativa non retribuita.
Viene inoltre richiamato l'articolo 5, comma 5, del Ccnl della dirigenza del 14 maggio 2007, che stabilisce il principio del calcolo della tredicesima in 365° in relazione al periodo di attività svolte nel caso in cui la stessa non si sia protratta per l'intero anno. Principio che peraltro si applica anche ai dipendenti del comparto.

Le indicazioni
Non vi sono, ed è questo l'elemento di maggiore rilievo del parere, ragioni per non dare applicazione a tali principi e, di conseguenza, per calcolare l'importo della tredicesima in modo distinto in relazione alle attività svolte, perché le due prestazioni sono state svolte alle dipendenze della stessa amministrazione: la duplicità dei rapporti non richiede infatti necessariamente la duplicità dei datori di lavoro. In questa direzione non vanno infatti preclusioni espresse delle norme contrattuali e tale modalità di calcolo è l'unica che permette di evitare al dipendente che ha svolto per una parte dell'anno incarichi dirigenziali di avere un compenso decurtato dalla mancata utilizzazione dell'intero anno come base di riferimento.


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