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«Sì» al gettone di presenza per i consiglieri dei Comuni con meno di mille abitanti

di Giovanni G.A. Dato

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un ente locale con popolazione inferiore ai mille abitanti, che ha proceduto ad eleggere i nuovi amministratori comunali nell’esercizio finanziario 2013, ha formulato un’istanza di parere articolata nei seguenti quattro quesiti:
1) se, in base al comma 18 dell’articolo 16 del Dln. 138/2011, ai consiglieri è ancora dovuto il gettone di presenza di cui all’articolo 82 del Dlgs n. 267/2000 (cd Tuel);
2) se il principio di invarianza della spesa imponga di considerare la situazione antecedente all’entrata in vigore della legge n. 56/2014, ovvero se esso debba assumere a parametro l’importo complessivo sostenuto per l’organo di guisa che, fermo il limite di spesa, essa possa essere differentemente ripartita tra i componenti l’organo;
3) se il gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali, pur determinato alla stregua dei più restrittivi criteri, debba comunque essere erogato sino all’effettiva costituzione delle Unioni dei Comuni o all’associazione delle funzioni mediante convenzioni, ovvero debba ritenersi che non ne sia già più consentita l’erogazione;
4) al fine di garantire l’invarianza della spesa, quale è il limite da non superare e quindi la spesa massima ammissibile per i viaggi o le missioni.
Su tale richiesta di parere si è espressa la recente deliberazione della Corte dei conti, Sezione Regionale Controllo Basilicata del 7 aprile 2016, n. 17/2016/PAR che ha raggruppato - per connessione di contenuto - i quesiti in due macro questioni: la prima, composta dai quesiti n. 1 e n. 3; la seconda, composta dai quesiti n. 2 e n. 4.

Il diritto al gettone di presenza
La deliberazione in commento, dopo aver ricostruito il quadro normativo originario (del 2011) ed il successivo intervento riformatore (del 2012), ha evidenziato che il comma 104 dell’articolo 1, Legge n. 56/2014, nell’ambito di una complessiva rivisitazione delle Unioni di Comuni, ha abrogato i commi da 1 a 13 dell’articolo 16 del Dl n. 138/2011 e, quindi, l’istituto dell’Unione speciale ivi codificato (l’unico tipo di Unione torna ad essere quello codificato dall’art. 32 c.d. Tuel, ai sensi del quale le cariche rivestite in seno all’Unione sono gratuite, come ribadito dal comma 108 dell’art. 1 della legge 56/2014).
Pertanto, per effetto delle modifiche introdotte dalla legge n. 56/2014, il comma 18 del citato articolo 16 (il quale prevedeva il divieto di erogazione del gettone di presenza a favore dei consiglieri dei singoli Comuni membri), sia pure formalmente non inciso dagli interventi riformatori, si appalesa come una norma implicitamente abrogata. Ne discende che a decorrere dall’entrata in vigore della legge n. 56/2014 e del sistema di abrogazioni ivi codificato, il diritto al gettone di presenza di cui all’articolo 82 Tuel non risulta più “toccato” dalla disposizione di cui al comma 18, dell’articolo 16 del Dl n. 138/2011.
Nessun collegamento sussiste, inoltre, tra diritto al gettone di presenza di cui all’articolo 82 Tuel ed esercizio associato delle funzioni e dei servizi mediante partecipazione alle Unioni di cui all’articolo 32 Tuel, ovvero alle Convenzioni di cui all’articolo 30 Tuel, e ciò in quanto entrambi gli istituti non risultano incidere sullo statuto economico disegnato dall’articolo77, comma 2, Tuel in relazione agli amministratori del singolo Comune “membro”.
In conclusione, i consiglieri dei Comuni con popolazione sino a 1.000 abitanti hanno diritto al gettone di presenza di cui all’articolo 82 Tuel, indipendentemente dalla partecipazione alle Unioni ovvero alle Convenzioni, e ciò nei limiti ed alle condizioni previsti dalla normativa, volta per volta, vigente. Giova ricordare poi che il diritto al gettone di presenza maturerà solo nel caso di partecipazione effettiva alle riunioni e/o alle commissioni del Comune in cui stato eletto il consigliere, mentre nessun gettone potrà essere riconosciuto per la partecipazione alle riunioni del consiglio dell’Unione ovvero per la partecipazioni alle commissioni istituite al suo interno (per il richiamato principio di gratuità delle suddette cariche). 

Il vincolo di invarianza
In ordine al perimetro applicativo del vincolo di invarianza della spesa introdotto dal comma 136 dell’articolo 1 della legge n. 56/2014, in relazione alla rinnovata (in aumento) composizione numerica degli organi degli enti locali di cui al comma 135 del medesimo articolato, la deliberazione in commento ritiene che il parametro normativo cui occorre avere riguardo per il calcolo del suddetto vincolo di invarianza è dato: a) dall’articolo 16, comma 17, Dl n. 138/2011 per quanto riguarda il numero degli amministratori cui riferirsi per effettuare il calcolo “in astratto” degli oneri compresi nel vincolo di invarianza; b) dai vincoli e dalle prescrizioni da rispettare nel calcolo del tetto di spesa di ciascuna voce componente il suddetto vincolo.
Nell’ambito del vincolo così determinato, l’ente potrà operare tutte le rideterminazioni, in diminuzione ovvero in aumento, ritenute necessarie e/o opportune, purché tale operazione avvenga in conformità ai vincoli ed alle prescrizioni vigenti con riferimento a ciascuna voce di costo interessata dal “ricalcolo”. In quest’ottica si ritiene possibile destinare l’economia di spesa derivante dalla rinuncia (in tutto ovvero in parte) alla indennità di funzione da parte di un  amministratore con contestuale devoluzione del tandundem in favore degli altri ovvero per accrescere, qualora consentito, altre voci di spesa comprese nel macro aggregato. Per quanto riguarda le spese di viaggio e/o soggiorno, la spesa massima consentita è determinata dall’articolo 84 Tuel in combinato disposto con il Dm 4 agosto 2011 (articoli 1, 2, 3 e 4).
In mancanza di espressa previsione normativa, si ritiene debba aversi riguardo alla spesa sostenuta, per tali tipologie di oneri, nell’esercizio finanziario precedente l’applicazione, in concreto, del vincolo di invarianza di cui al comma 136 dell’articolo 1 della legge 56/2014, e cioè l’esercizio finanziario precedente il rinnovo delle cariche elettive ai sensi del comma 135 del medesimo articolato. Per l’effetto, il calcolo delle spese di natura variabile, come i gettoni di presenza ovvero le spese di viaggio e/o soggiorno, sarà effettuato sulla base della spesa “storica” sostenuta in tale esercizio finanziario, salvo poi operare tutte le decurtazioni ritenute necessarie al fine del rispetto del vincolo di invarianza in esame.


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