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Integrativi, per bloccare la sanatoria basta un anno fuori Patto

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

A due anni dall'entrata in vigore dell'articolo 4 del decreto-legge 16/2014, che ha disciplinato le procedure da mettere in atto in caso di "errori" sulla costituzione e utilizzo del fondo del salario accessorio, giunge un opportuno chiarimento da parte della Corte dei conti del Veneto.
Lo spunto viene offerto da un ente locale alle prese con un'ispezione del ministero dell'Economia che ha rilevato diverse incongruità in materia di contrattazione integrativa decentrata. Nelle concrete modalità di analisi su come procedere al recupero delle somme indebite, il Comune deve fare riferimento all'articolo 4 del decreto «salva-Roma», la cui forma letterale non è certo di agevole interpretazione.

I parametri
I magistrati del Veneto, quindi, con la delibera 256/2016, riassumono le condizioni per poter, eventualmente, accedere alla mini-sanatoria.
Innanzitutto, viene richiamato come punto di partenza dell'analisi la circolare della Presidenza del consiglio dei ministri del 12 agosto 2014, emanata a seguito di un approfondimento formalizzato in seno alla Conferenza Unificata, sulla base del mandato contenuto in precedente circolare del 12 maggio 2014, a firma congiunta dei ministri di Economia, Affari regionali e del Semplificazione e Pa. Il collegio non si discosta da quanto affermato in merito alla doppia valenza del comma 1 e comma 2, rispetto al comma 3 dell'articolo 4.
Nella prima parte del disposto, infatti, viene messa a regime, per gli enti locali, la regola dell'obbligo di recupero dell'errore dovuto al superamento del vincolo finanziario, attraverso l'azione sui fondi degli anni successivi.
La vera sanatoria, però, è contenuta nel terzo comma, dove è prevista la non applicabilità della nullità delle clausole, per i contratti integrativi stipulati fino al 31 dicembre 2012. Per poter beneficiare della condizione di maggior favore è necessario, però:
• essere in regola con il Patto di stabilità interno;
• aver rispettato la vigente disciplina in materia di spese del personale,
• essere in regola con i vincoli alle assunzioni di personale e aver rispettato le disposizioni portate dall'articolo 9, commi 1, 2-bis e 21 del Dl 78/2010.

Durata delle condizioni
La norma non ha previsto, però, alcun riferimento temporale, per cui ecco il dubbio rimasto in sospeso per questi due anni: l'ente, per beneficiare della sanatoria prevista dall'articolo 4, comma 3, del Dl 16/2014 deve aver sempre rispettato, nel periodo interessato dall'accertata criticità della costituzione del fondo, le condizioni oggettive individuate nel comma 3?
La sezione ritiene che, stante la natura eccezionale della disposizione, l'interpretazione non può che essere restrittiva: se nel periodo di accertata criticità della costituzione del fondo l'amministrazione interessata non ha rispettato anche uno solo dei presupposti oggettivi, non sarà possibile usufruire dei benefici della non nullità delle clausole.


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