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La guida in stato di ebbrezza grave legittima l'esclusione dal concorso per Guardia di finanza

di Alberto Ceste

È legittimo il provvedimento del Comando generale della Guardia di finanza che esclude dal concorso per il reclutamento di allievi finanzieri il candidato che non possiede i requisiti di moralità e condotta incensurabile richiesti dal bando, essendo stato in precedenza deferito all'Autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica grave, rilevata a seguito di sinistro stradale.
Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio–Roma sezione II con sentenza del 26 febbraio 2016 n. 2665.

Il caso
Il ricorrente impugnava il provvedimento del Comando generale della Guardia di finanza che lo escludeva dal concorso per allievi finanzieri lamentando in particolare la violazione dei principi di razionalità, adeguatezza e proporzionalità, sostenendo che non era stata considerata né la specificità del caso né la lodevole condotta tenuta successivamente. L'aspirante finanziere aveva diciannove anni al momento della violazione e successivamente aveva subìto il controllo prima dell'arruolamento nella stessa Guardia di finanza come volontario in ferma prefissata e si era contraddistinto, ottenendo un elogio e la Croce commemorativa. Per lo più il procedimento penale si era concluso con l'archiviazione.
Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio-Roma ha respinto il ricorso.

La guida in stato di ebbrezza grave e i compiti della Guardia di finanza
La guida in stato di ebbrezza grave costituisce un illecito che si caratterizza per un particolare disvalore sociale. Nel caso specifico il tasso alcolemico accertato era di 2,81 grammi per litro e non era mai stato contestato dal soggetto controllato. La circostanza è stata correttamente considerata da parte dell'Amministrazione come indice di una condotta non conciliabile con i delicati compiti istituzionali della Guardia di finanza, dal momento che lo stato giuridico di un finanziere "assomma in sé la titolarità di poteri di polizia giudiziaria, tributaria e di pubblica sicurezza e prevede doveri e obblighi nei confronti dell'intera collettività".

I requisiti morali del finanziere
La specificità dei compiti del tutto delicati e peculiari della Guardia di finanza giustificano inevitabilmente l'adozione di un metro di valutazione particolarmente rigoroso e la richiesta di elevati standard comportamentali. Le funzioni svolte dal Corpo implicano dunque una condotta altamente morale, non solo da chi già le svolge a pieno titolo e a tutti gli effetti, ma, ancor prima, da chi aspira ad essere inserito stabilmente in un'istituzione così prestigiosa. Tale elevato livello di moralità consente di prescindere dallo stesso esito del giudizio penale, qualunque esso sia.
Ne consegue che la valutazione dell'Amministrazione sulla presenza del requisito della condotta incensurabile previsto dal bando di concorso non può essere che negativa e la valutazione ampiamente discrezionale di esclusione dalla procedura concorsuale è del tutto legittima.


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