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Incarichi a personale in quiescenza, disabili e straordinari

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Incarichi a personale in quiescenza
Un ente ha chiesto al Ministero dell'Interno un parere in merito alla possibilità di conferire, ai sensi dell'articolo 5, comma 9, del Dl 95/2012, come modificato dall'articolo 17, comma 3, della legge 124/2015, un incarico di collaborazione a un ex dipendente collocato in quiescenza per raggiunti limiti di età al fine di supportare l'attuale responsabile dell'area pianificazione e territorio. Il Viminale, con nota del 14 dicembre 2015, ha indicato che vige il divieto per le pubbliche amministrazioni di conferire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati e pubblici collocati in quiescenza nonché incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle predette amministrazioni e società da esse controllate. Le disposizioni in vigore, dunque, vietano il conferimento degli incarichi specificamente indicati nella predetta normativa a soggetti pubblici o privati collocati in pensione, eccezion fatta per quelli a titolo gratuito.
La norma, essendo limitativa, deve essere oggetto di stretta interpretazione, così come rilevato dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione con le circolari nn. 6/2014 e 4/2015, nelle quali, del resto, relativamente agli incarichi direttivi, viene evidenziato che gli stessi possono essere conferiti anche oltre il limite dei 65 anni, purché a titolo gratuito e per una durata non superiore ad un anno.

Prospetto disabili
Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, connota direttoriale 17 febbraio 2016,prot. 33/970, ha precisato che è stato aggiornato il Sistema Informatico del Prospetto informativo e ha quindi rinviato la scadenza per l'inoltro del prospetto al collocamento dei disabili al 15 maggio 2016. Tutto questo si è reso necessario per adeguare i sistemi informatici alle novità introdotte con il Dlgs 151/2015. I prospetti potranno essere inviati solo a partire dal 15 aprile 2016.

Attività lavorativa ai sensi dell'articolo 1, comma 557, della legge 311/2004
La disposizione in esame prevede che «I comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, i consorzi tra enti locali gerenti servizi a rilevanza non industriale, le comunità montane e le unioni di comuni possono servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall'amministrazione di provenienza». Un ente locale ha chiesto al ministero dell'Interno se sia possibile utilizzare la norma anche ai rapporti di lavoro a tempo parziale e se, inoltre, l'utilizzo del dipendente ai sensi della predetta normativa necessiti di un aspecifica regolamentazione del rapporto. Con la nota 20 novembre 2015, il Viminale, in merito al primo aspetto, osserva che non ricorre l'ipotesi di cui alla citata normativa, in quanto per gli stessi esiste già la possibilità di svolgere un'altra attività lavorativa subordinata o autonoma, purché la prestazione lavorativa non sia superiore al 50% di quella a tempo pieno. Relativamente all'ulteriore questione viene fatto presente che, secondo l'orientamento della giurisprudenza contabile, poiché la formula organizzativa introdotta dall'articolo 1, comma 557, della legge 311/2004 è assimilabile al comando, non risulta necessaria la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro, essendo sufficiente un atto di consenso dell'amministrazione di provenienza (sezione regionale Lombardia, delibera n. 3 del 22.1.2009).

Deroga limite 180 ore per lavoro straordinario
Un Comune ha chiesto al ministero per l'Interno se sia possibile autorizzare il dipendente, nominato segretario della sottocommissione elettorale circondariale, allo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario oltre il limite massimo individuale previsto dall'articolo 14, comma 4, del Ccnl 1.4.1999, tenuto conto che la relativa spesa viene suddivisa tra i Comuni facenti parte dell'ambito circondariale. Al riguardo, il Viminale, con la nota 18 dicembre 2015, fa presente che l'articolo 14, comma 4, fissa il limite massimo individuale annuale per le prestazioni di lavoro in 180 ore. Una deroga a tale tetto individuale è stabilita dall'articolo 38, comma 3, del Ccnl 14.9.2000. Detto articolo prevede che per esigenze eccezionali e in relazione alla sola attività di diretta collaborazione con gli organi istituzionali, la contrattazione integrativa può superare la quantità massima prevista, ma tale possibilità è limitata ad un numero massimo di dipendenti non superiore al 2% dell'organico. Stante le richiamate disposizioni, pertanto, a parere del ministero, non sembra possibile derogare, al di fuori dell'ipotesi di cui al citato articolo 38, al limite massimo annuale di 180 ore, non rinvenendosi, peraltro, per il caso di specie un'apposita norma derogatoria.


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