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Polizia locale, niente licenza per l'arma degli «agenti di pubblica sicurezza»

di Daniela Dattola

Gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è stata riconosciuta la qualità di agente di pubblica sicurezza possono portare le armi in dotazione senza licenza in quanto l'autorizzazione consegue all'attribuzione della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Questa è la lettura che il Consiglio di Stato ha dato dell'articolo 5 comma 5 della legge quadro sull'ordinamento della Polizia municipale (legge 7 marzo 1986 n. 65), una norma apparentemente di facile lettura che è stata oggetto di diverse interpretazioni giurisprudenziali (Consiglio di Stato sezione III sentenza del 19 febbraio 2016 n. 690).

La sentenza
Il Consiglio di Stato ricorda che il divieto di utilizzo delle armi vale per tutti i privati cittadini poiché il titolo abilitativo al porto d'armi assume contenuto permissivo. Tuttavia tale divieto è suscettibile di rimozione in presenza di specifiche ragioni ed in assenza di rischi, anche solo potenziali, a seguito di autorizzazione di polizia, o, per meglio dire, di un provvedimento concessorio, accertativo della sicura e personale affidabilità del soggetto richiedente. Non occorre quindi alcun provvedimento formale che autorizzi il porto di armi considerato che la valutazione sull'idoneità del soggetto è stata già svolta al momento del rilascio della qualifica, con valore sicuramente assorbente rispetto alla valutazione relativa alla possibilità per l'interessato di detenere armi.
L'Amministrazione potrebbe procedere al ritiro del provvedimento attributivo della qualifica di agente di pubblica sicurezza e solo successivamente revocare il provvedimento legittimante la detenzione di armi.

Il caso
Un ufficiale di Polizia municipale aveva subito la revoca del porto d'armi per pendenze penali poi conclusesi con una sentenza irrevocabile di assoluzione. Conseguentemente aveva chiesto al Sindaco l'assegnazione in via continuativa dell'arma di servizio, non ottenendo alcun riscontro si era attivato amministrativamente chiedendo al Prefetto la revoca del divieto di detenere armi evidenziando come nelle more gli era stata nuovamente attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il Prefetto senza tener conto della recente attribuzione della qualifica aveva adottato un decreto di reiezione dell'istanza.

Il riconoscimento del porto d'armi agli agenti di pubblica sicurezza
Il Consiglio di Stato sezione III con la sentenza del 19 febbraio 2015 n. 1270 ha precisato che i requisiti per il possesso di licenze in materia di armi sono differenti rispetto a quelli per il conferimento agli appartenenti alla Polizia municipale della qualifica di agente di pubblica sicurezza, che quindi non consentirebbero automaticamente anche il porto d'armi.
Laddove l'addetto della Polizia municipale intenda detenere e portare armi diverse da quella assegnata dal Responsabile del servizio o dal Comandante del corpo di Polizia municipale, non potrà pretendere di ottenere automaticamente la licenza vera e propria di porto d'armi per il solo possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, ma dovrà seguire l'iter valutativo richiesto a chi non possiede tali qualità.


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