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Disabili, assunzioni, permessi studio e posizione organizzativa

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Prospetto disabili, proroga del termine
Il termine di presentazione del prospetto informativo relativo al collocamento mirato dei disabili o dei lavoratori appartenenti alle categorie protette, la cui scadenza era prevista per il 29 febbraio (già proroga della scadenza ordinaria del 31 gennaio), slitterà presumibilmente a marzo. È quanto ha fatto sapere il ministero del Lavoro in un recente comunicato indicando la causa del ritardo nell'adeguamento dei sistemi informatici regionali e nazionali, che devono essere allineati alle numerose novità introdotte sul collocamento obbligatorio dal Dlgs 151/2015, relativo alle semplificazione delle procedure a carico delle imprese in materia di lavoro.

Concessione dei permessi per motivi di studio
Con il parere RAL_1815_Orientamenti Applicativi del 2 febbraio 2016, l'Aran ricorda che spetta all'ente adottare una propria regolamentazione per la definizione delle modalità organizzative e gestionali dei permessi per motivi di studio che non può estendersi anche alla modifica dei contenuti della disciplina contrattuale, né in senso ampliativo né, a maggior ragione, in senso restrittivo. In tale sede l'ente deve stabilire anche un termine per la presentazione delle domande volte a ottenere la concessione dei permessi, trattandosi di una scelta ragionevole e anche necessaria, affinché lo stesso possa formare l'eventuale "graduatoria" di cui al comma 4 dell'articolo 15 del Ccnl 14.9.2000, e quindi essere nella condizione di valutare contestualmente le domande presentate da tutti gli aspiranti. In merito a richieste di dipendenti pervenute oltre il termine previsto, solo l'ente può valutare, alla luce delle regole adottate, la possibilità o meno di riaprire i termini per la presentazione delle domande già scadute, tenendo conto evidentemente della posizione di tutti i lavoratori interessati e soprattutto dell'interesse di quelli che hanno presentato la domanda nel termine ordinariamente prescritto. Viene ricordato, altresì, che, come regola generale prescritta dall'articolo 15 del Ccnl 1.4.1999, ove il numero delle domande presentate dai lavoratori superi il limite massimo del 3% del personale a tempo indeterminato in servizio all'inizio di ogni anno, l'attribuzione dei permessi avviene sulla base dei criteri di priorità indicati nell'articolo 15, commi 4 e 5, del Ccnl 14.9.2000.

Divieto di assunzione per mancato rispetto dei tempi medi di pagamento
La deliberazione n. 15/2016/PAR della Corte dei conti della Toscanapermette di ricordare l'attuale disciplina delle assunzioni con riferimento al mancato rispetto dei tempi medi di pagamento prevista dall'articolo 41, comma 2, del Dl 66/2014. I giudici sottolineano che tale norma è venuta meno in quanto è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale con la 272/2016 tale che la stessa non è più in vigore («con effetto retroattivo ex art. 30, comma 3, l. 11 marzo 1953 n. 87: "Le norme dichiarate incostituzionali non possono avere applicazione dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione"; v. per tutte C.Cost., n. 49/1970, n. 58/1967, n. 127/1966»). Non esiste, pertanto, alcun obbligo di verificare il rispetto di tale parametro per procedere con nuove assunzioni.

Al giudice ordinario le controversie sul conferimento delle posizioni organizzative
Il Tar Puglia – sezione distaccata di Lecce, sezione I – con la sentenza n. 290 del 11 febbraio 2016, ha rilevato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in ordine alle controversie sul conferimento di posizioni organizzative. In particolare, il Collegio, a seguito dell'eccezione del difetto di giurisdizione proposto dall'ente resistente, illustra come l'attività dell'amministrazione, nell'applicazione della disposizione contrattuale, non si configurerebbe come esercizio di un potere di organizzazione, ma come adempimento di un obbligo di ricognizione e di individuazione degli aventi diritto (Tar Emilia Romagna - Bologna, sezione I, n. 1238/14). Del resto, «Siffatta qualificazione comporta che le relative controversie siano devolute alla giurisdizione ordinaria, non ostandovi che vengano in considerazione atti amministrativi presupposti intesi alla fissazione dei criteri per l'attribuzione della posizione organizzativa - quale, nella specie, l'istituzione di un "registro degli idonei al ruolo di posizione organizzativa responsabile di strutture complesse" – atteso che anche in tal caso con l'instaurazione del giudizio ordinario la tutela del pubblico dipendente è pienamente assicurata mediante la eventuale disapplicazione dell'atto ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 63, comma I (v. Cass., sez. un., 5 giugno 2006, n. 13169, ord.)». Alla luce di tali orientamenti, pertanto, il Collegio ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, appartenendo la controversia alla cognizione del giudice ordinario, dinanzi al quale la causa deve essere riproposta nei termini di legge (articolo 59 della legge 69/2009 e articolo 11 del Cpa).


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