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Per gli «esuberi» di Province e Città aggiornamento dei dati entro venerdì

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Continua la fase di inserimento dei dati nel portale della mobilità per favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro con l'obiettivo del riassorbimento dei dipendenti in soprannumero di Province e Città metropolitane. Dopo la chiusura del portale al 12 di febbraio per gli enti locali, la palla torna alle Regioni, alle Province e alle Città metropolitane, chiamate ad aggiornare i dati dei dipendenti entro il prossimo venerdì 19 febbraio. Lo dice un comunicato della Funzione Pubblica.

Le tappe
Ricapitoliamo. Il decreto 14 settembre 2015, ha individuato il cronoprogramma per favorire il trasferimento dei dipendenti di Province e Città metropolitane. I tempi del decreto, peraltro, non sono stati fin da subito rispettati e il portale, oltre a funzionare a giorni alterni, è stato più volte rivisto nella sua impostazione di contenuto.
Solo qualche settimana fa, è stato indicato che gli enti locali avrebbero dovuto terminare l'inserimento delle informazioni relative all'offerta di posti entro venerdì scorso, il 12 febbraio, perché poi le modalità sarebbero state sospese. Nel frattempo, e finalmente, giungevano i primi chiarimenti da parte dell'Help Desk sulle tipologie di dati e sulle modalità di compilazioni delle tabelle.

Il «caso» Croce Rossa
Novità ancor più rilevante, però, è stata l'indicazione, che anche i dipendenti della Croce Rossa possono transitare negli enti territoriali alla luce di quanto disposto dall'articolo 1, comma 397, della legge 208/2015. Questo tassello è estremamente critico, in quanto, individuare e "opzionare" i profili professionali e le categorie di dipendenti di un altro comparto senza ulteriori indicazioni è veramente complicato. Di fatto, gli operatori hanno grossissime difficoltà a scegliere questi profili, spesso assenti nelle amministrazioni locali.

Il nuovo adempimento
A questo punto, però, è necessario dare un'altra scossa al sistema. Infatti, messi in stand-by i Comuni e gli altri enti locali, si chiede un ulteriore inserimento oppure l'aggiornamento dei dati già trasmessi da parte delle Regioni e delle Province delle domande di mobilità. L'occasione è anche quella di definire, passo per passo, anche i dipendenti che sono già stati ricollocati creando così un nuovo "punto zero" finalizzato a chiudere le operazioni entro marzo o aprile (ma, visti gli slittamenti del cronoprogramma, si prevedono già possibili ritardi).

Assunzioni bloccate
Da ultimo, va ricordato che solo dal momento della pubblicazione sul sito della mobilità del totale riassorbimento dei dipendenti nella regione di competenza, gli enti locali potranno tornare ad assumere personale sulla base delle capacità assunzionali ripristinate alla luce della normativa vigente. Fino ad allora, le capacità assunzionali degli anni 2015 e 2016 rimangono congelate; per la polizia locale, peraltro, questo significa un blocco totale alle assunzioni di qualsiasi tipo, se non per esigenze stagionali non superiori ai cinque mesi.


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