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Incarichi ai dirigenti, l'urgenza non permette di evitare le procedure selettive

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le pubbliche amministrazioni devono procedere obbligatoriamente all'interpello dei dirigenti in servizio prima di conferire un incarico dirigenziale, e devono ricorrere a procedure selettive per la valutazione delle domande presentate. Le ragioni di urgenza non possono giustificare il mancato rispetto di questi vincoli dettati dal legislatore.

Le istruzioni
Possono essere così riassunte le indicazioni di maggiore rilievo contenute nella deliberazione 2/2016 della Sezione centrale del controllo di legittimità sugli atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. La deliberazione è importante per la nettezza con cui sono affermati questi principi.

Posti a disposizione
La prima indicazione contenuta nella deliberazione è la necessità che le amministrazioni rispettino l'obbligo di «mettere senza indugio a disposizione dei dirigenti tutti i posti vacanti» affinché quelli interessati possano presentare le domande. Il vincolo in questione è stato introdotto dal Dlgs 150/2009. La procedura è finalizzata a dare risposta sia all'interesse dell'ente di potere conferire l'incarico alla figura che è in possesso dei requisiti migliori, sia all'aspettativa dei dirigenti di poter concorrere in condizione di parità al conferimento degli incarichi, così da evitare sperequazioni e favoritismi.

La selezione
L'altra indicazione di rilievo è che le amministrazioni devono dare corso a procedure selettive per la individuazione del dirigente cui conferire l'incarico. È questa un'indicazione che la giurisprudenza amministrativa assume da tempo come una sorta di vero e proprio vincolo, come mostra da ultimo la sentenza del Tar Lecce n. 3661/2015 (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa dell'8 febbraio), affermando la necessità che si utilizzino procedure paraconcorsuali. Questo principio deve essere applicato anche nel caso di conferimento dell'incarico a un dirigente da scegliere tra quelli interni alla stessa amministrazione sulla base della manifestazione di interesse che essi hanno presentato con la domanda.
La necessità del rispetto di questi vincoli è così forte che essa prevale anche sulla esigenza di garantire una collocazione, come nel caso specifico, a un dirigente che risultava "perdente posto".


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