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Riassorbimento automatico per il personale di un ente sciolto dalla Regione

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nel caso di trasferimento forzoso di personale proveniente da ente disciolto non si applicano, in capo all'ente ricevente, i limiti assunzionali previsti dalla normativa vigente in materia di finanza pubblica. Se una legge regionale stabilisce la soppressione di un ente e il concomitante riassorbimento del personale da parte di altro ente pubblico, si deve tuttavia ritenere applicabile il principio sancito dall'articolo 97 della Costituzione che sancisce l'obbligatorietà del previo ricorso a procedure concorsuali per il reclutamento del personale da parte della pubblica amministrazione. Non possono essere ammessi nei ruoli dell'ente pubblico dipendenti che non abbiano superato un pubblico concorso.

La decisione
Il principio è ribadito nella deliberazione 4/2016 della sezione Autonomie della Corte dei conti, chiamata a pronunciarsi dai giudici siciliani (deliberazione Corte dei conti per la Sicilia n. 316/2015) sulla corretta applicazione dell'articolo 39, comma 2, della legge della Regione siciliana, in cui si dispone che, a seguito dell'estinzione di una Ipab, «i beni patrimoniali sono devoluti al Comune, che assorbe anche il personale dipendente, facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato economico».
Prevale l'assorbimento del personale o il rispetto dei limiti assunzionali?

Gli automatismi
Il primo quesito rimesso ai giudici della sezione Autonomie riguarda se il personale dipendente cessato dalla Ipab disciolta debba essere automaticamente assorbito o se sia da considerare come nuova assunzione soggetta ai limiti sul personale.
I magistrati della sezione Autonomie sostengono il carattere cogente, e non discrezionale, del trasferimento di personale all'ente locale e, quindi, del relativo incremento di spesa.
Pertanto, a seguito dell'immissione nei ruoli dell'ente locale del personale appartenente all'ente soppresso prevista dalla legge regionale si produrrà un effetto derogatorio dei vincoli assunzionali nell'esercizio finanziario interessato dal trasferimento dei dipendenti. La deroga al vincolo comporta, tuttavia, il necessario riassorbimento della spesa eccedente negli esercizi finanziari successivi a quello del superamento del limite. Pertanto per gli anni a venire l'ente non potrà procedere ad ulteriori assunzioni discrezionali (se non entro gli ordinari limiti assunzionali), né sarà consentito disattendere l'obbligo di riduzione delle spese di personale.

Vincolo del concorso
La seconda questione concerne la compatibilità dell'automatismo con una serie di principi inderogabili, quali, ad esempio, quello dell'accesso tramite pubblico concorso, sancito dall'articolo 97 della Costituzione.
Sul punto il quadro normativo e giurisprudenziale conferma il consolidato orientamento secondo il quale il rapporto di pubblico impiego di ruolo dipende, nel suo momento genetico, dall'espletamento di un pubblico concorso, come prescritto dall'articolo 97 della Costituzione.
Pertanto l'articolo 39, comma 2, della legge della Regione siciliana n. 22 del 1986, al pari di ogni altra norma che disponga un assorbimento non discrezionale di personale da parte di un ente locale, va interpretato in maniera costituzionalmente orientata alla luce dell'articolo 97 della Costituzione, nel senso, quindi, di ritenere possibile l'assorbimento nei limiti in cui il personale interessato sia stato reclutato tramite pubblico concorso. Si deve intendere rispettato tale principio anche nel caso di espletamento di procedure di reclutamento previste da legge a favore di categorie svantaggiate riservatarie, ritenute compatibili con il precetto costituzionale.


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