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Milleproroghe, ok ai rinnovi dei precari in Province e Città - Utilizzo libero per i proventi da rinegoziazione mutui

di Gianni Trovati

Gli emendamenti approvati dalle commissioni riunite Affati costituzionali e Bilancio della Camera al Milleproroghe, che arriva oggi all'appuntamento con l'Aula, risolvono il pasticcio sui precari di Province e Città metropolitane, con la possibilità di rinnovare i contratti negli enti che hanno sforato il patto di stabilità nel 2015, e riaprono all'utilizzo libero, anche per spesa corrente, dei proventi da rinegoziazione di mutui e dal riacquisto dei bond regionali: si pongono così le condizioni per una nuova riapertura da Cassa depositi e prestiti, più volte sollecitata dagli amministratori locali

Niente correttivi sulle sanzioni per il Patto
Viene dunque risolto l'inciampo normativo scritto nella versione originale del decreto, che replicando la salvaguardia scritta lo scorso anno permetteva di prorogare i contratti precari (sono circa 2mila) negli enti di area vasta che avevano sforato il Patto nel 2014, lasciando però a piedi quelli nelle amministrazioni, molto più numerose, che non sono riuscite a centrare gli obiettivi 2015. Per tutte le Pa, inoltre, viene allungata di un anno la possibilità di prorogare i contratti ai precari introdotta dal Dl 101/2013.
Sempre in fatto di province, un altro correttivo rinvia i termini per l'elezione di secondo livelli degli ultimi vecchi consigli ancora in vita, che altrimenti sarebbe dovuta avvenire prima delle amministrative creando così un cortocircuito, mentre come previsto la commissione non interviene sulle sanzioni finanziarie per chi ha sforato il Patto di stabilità: al momento, quindi, rimane la penalità pari allo sforamento, ma è probabile che del tema si tornerà a discutere a marzo quando i dati definitivi del monitoraggio mostreranno il rischio di fallimenti a catena in caso di applicazione integrale della sanzione.

Fusioni di Comuni senza pareggio di bilancio
Nessun emendamento, inoltre, interviene sulla spinosa questione del salario accessorio degli enti locali: nel capitolo comuni, infatti, si è fatto largo solo la replica della possibilità di utilizzare per spesa corrente i proventi dalla rinegoziazione di mutui, oltre al rinvio di un anno dell'obbligo di pareggio di bilancio per gli enti nati da fusioni concluse entro il 1° gennaio scorso. Le regole dello stato di emergenza per il terremoto del 2012 in Emilia, poi, si estendono fino al 2018.

Le altre misure
Confermata la sanzione da 200mila euro per i partiti che non presentano i bilanci, che ha fatto infuriare i 5 stelle, accompagnata però dalla possibilità di depositare i rendiconti 2013 e 2014 entro il 15 giugno. Ci sono sei mesi in più per definire le commissioni censuarie e slitta di un anno il fondo per l'innovazione nel tpl. Confermata la possibilità di proroga dei ricercatori universitari a tempo determinato, in attesa che trovi pace il meccanismo dell'abilitazione nazionale (che ha appena incontrato una nuova bocciatura al Consiglio di Stato) e in extremis arriva il consueto slittamento per l'obbligo di adeguamento degli alberghi alle regole antincendio.


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