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Concorsi pubblici, la violazione dell'anonimato deve essere intenzionale e inequivocabile

di Giovanni La Banca

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il principio dell'anonimato nelle procedure selettive non può essere inteso in modo tassativo e assoluto, tale da comportare l'invalidità delle relative prove ogni volta che sussista l'astratta possibilità del loro riconoscimento, occorrendo invece che emergano elementi oggettivi atti a provare in modo inequivoco l'intenzionalità del concorrente di rendere riconoscibile il proprio elaborato (Tar Sicilia, sezione 1, sentenza 29 dicembre 2015, n. 3381). Il principio dell'anonimato I principi cardine attorno ai quali ruota la regola dell'anonimato nelle prove scritte ...


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