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Statali, in crescita le assenze per malattia al Sud

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Assenze per malattia in forte crescita nel triennio 2012-2014 tra i dipendenti del pubblico impiego, in particolare al Sud (si vedano le tabelle).
Lo rileva l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati forniti dall'Inps.
Una mole di informazioni provenienti dall'Osservatorio sulla certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici dell'Inps, avviato nel 2011. L'osservatorio attinge, infatti, dagli archivi amministrativi della certificazione di malattia e può contare, a regime dal 2012, sulla trasmissione telematica dei certificati di malattia da parte dei medici di famiglia all'Inps. Anche se, come spiega la nota metodologica della ricerca della Cgia di Mestre - in queste statistiche non sono riportate le assenze riferite alla gravidanza, alle disposizioni previste dalla legge n. 104/1992 (assistenza disabili) e alla donazione del sangue.

I risultati di un triennio
Il lavoro della Cgia di Mestre ci dice che in Campania l'aumento degli eventi di malattia è stato del 15,1 per cento, in Molise del 14 per cento, in Abruzzo del 12,9 per cento, nel Lazio del 12,4 per cento, in Sardegna dell'11,6 per cento e in Basilicata del 11,4 per cento.
In termini assoluti la regione che presenta il più alto numero di eventi di malattia nel settore pubblico è il Lazio. Nel 2014 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati) gli eventi sono stati 704.748. Seguono la Sicilia (637.643), la Campania (545.322) e la Lombardia (532.895). A differenza del settore privato - dove in tutte le regioni, ad eccezione della Puglia, si è verificata una contrazione delle assenze - nel settore pubblico, invece, la crescita ha interessato tutte le realtà geografiche del Paese.

Pubblico vs privato
L'Ufficio studi della Cgia ha stimato che, nel 2014 un dipendente pubblico su 2 (precisamente il 55 per cento del totale) è rimasto a casa per malattia (si vedano le tabelle). Nel privato, invece, le assenze hanno riguardato un lavoratore su 3 (35 per cento del totale). La durata della malattia, però, è stata superiore tra i lavoratori del settore privato. Se nel 2014 questi ultimi sono stati a casa mediamente 19 giorni, i dipendenti della macchina statale hanno collezionato un giorno di assenza in meno (17,9).
L'analisi del numero di eventi per malattia per classe di durata (ovvero il numero di giorni di assenza di un dipendente anche in presenza di più certificati medici) fa emergere una singolare curiosità: nel settore pubblico le assenze di un giorno hanno interessato il 27,1 per cento dei casi di malattia, nel privato, invece, l'incidenza si è fermata al 12,3 per cento.
Inoltre, man mano che aumentano i giorni di assenza, per la precisione dal quarto in poi, i dati mettono in luce che la diminuzione degli eventi avviene in misura più "decisa" tra i dipendenti pubblici che tra i privati. Insomma, tra questi ultimi gli infortuni o le malattie presentano un decorso più lungo di quello riscontrabile tra i lavoratori del pubblico.
«Ovviamente – ha dichiarato il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Mestre Paolo Zabeo – non abbiamo alcun elemento per affermare che dietro questi numeri si nascondano forme più o meno velate di assenteismo. Tuttavia il sospetto c'è. Se in Campania, ad esempio, tra il 2012 e il 2014 le assenze per malattia nel settore privato sono diminuite del 4,6 per cento, mentre nel pubblico sono cresciute del 15,1 per cento, il dubbio che qualcuno abbia fatto il furbo c'è».


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