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Lavoratori autonomi della Pa, le regole del trattamento previdenziale

di Enzo Cuzzola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Per quanto riguarda il trattamento contributivo dei lavoratori autonomi occasionali della pubblica amministrazione, occorre preliminarmente fare una distinzione legata al superamento di 5mila euro di reddito annuo tra:
-      lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a 5mila euro nell’anno solare;
-      lavoratori autonomi occasionali con compensi superiori a 5mila euro nell’anno solare.
Da questa distinzione dipende l’iscrizione o meno dei lavoratori alla Gestione separata Inps.

Iscrizione alla Gestione separata
Nel caso in cui il lavoratore autonomo occasionale abbia un compenso inferiore ai 5mila euro nello stesso anno solare non sarà obbligato all’iscrizione alla Gestione separata né al versamento di aliquote contributive.
Se, invece, il lavoratore autonomo occasionale superi la soglia dei 5mila euro, in base a quanto stabilito dalla legge n. 326/2003 e in base alla circolare Inps n. 103/2004, sarà obbligato all’iscrizione alla Gestione separata e al versamento di aliquote contributive solamente sulla quota di reddito eccedente. L’obbligo di iscrizione alla Gestione separata nasce nel momento e nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi.
Con messaggio n. 36780 dell’8 novembre 2005, l’Inps ha precisato che il lavoratore iscritto alla Gestione separata non deve iscriversi nuovamente nel momento in cui cambia committente. Al contrario, qualora intraprenda un’attività di lavoro autonomo in qualità di professionista non iscritto ad albi o casse professionali, è tenuto a una nuova iscrizione versando in proprio la relativa contribuzione.

La determinazione dell’aliquota
L’articolo 10-bis del Dl n. 192/2014, cosiddetto Milleproroghe, riduce, per il triennio 2015-2017, la misura dell’aliquota per alcuni iscritti alla Gestione separata Inps. La riduzione concerne i lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini Iva che non siano né pensionati né iscritti ad altre gestioni pensionistiche obbligatorie. E non riguarda, quindi, le altre categorie di lavoratori iscritti alla Gestione separata, quali i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (si ricorda che, per questi ultimi, gli oneri contributivi pensionistici sono a carico per due terzi del committente).
Per i soggetti interessati dalla riduzione in esame, l’articolo 10-bisdispone per il 2015, un’aliquota pari al 27%; per il 2016, un’aliquota pari al 28%; per il 2017, un’aliquota pari al 29%. La riduzione è, dunque, pari - rispetto alle norme vigenti, che fanno riferimento, per gli anni summenzionati, a tutti gli iscritti alla Gestione separata che non siano né pensionati né assicurati presso altre forme obbligatorie - a tre punti percentuali per ciascuno degli anni del periodo 2015-2017.
Mentre per tutti gli altri iscritti alla Gestione separata l’aliquota contributiva è elevata per l’anno 2015 al 30%, cioè per i lavoratori autonomi senza partita Iva, ed i collaboratori coordinati e continuativi, non iscritti ad altra forma di previdenza. Per questi ultimi invece, l’aliquota, per il 2015, è stabilita al 23,50%.
Pertanto, le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata per l’anno 2015, sono complessivamente fissate come segue:
-      liberi professionisti in possesso di partiva Iva: 27,00%;
-      occasionali e collaboratori coordinati e continuativi senza altra cassa: 30,72%;
-      occasionali e collaboratori coordinati e continuativi con altra cassa: 23,50%.
Le predette aliquote del 30,72 e del 23,50% sono applicabili facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale di reddito previsto dall’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995 che, per l’anno 2015, è di 100.324,00 euro.
Di contro, sempre nell’anno 2015, il minimale di reddito previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990, è pari a 15.548,00 euro. Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 23,50% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di 3.653,78 euro, mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 30,72% avranno l’accredito con un contributo annuale pari a 4.776,35 euro (di cui 4.664,40 ai fini pensionistici). Nel caso in cui il predetto minimale non è raggiunto entro la fine dell’anno, saranno accreditati i mesi corrispondenti al contributo versato (articolo 2, comma 29, della legge n. 335/1995).

La ripartizione dell’onere contributivo
Resta confermata la ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente, stabilita nella misura rispettivamente di un terzo (1/3) e due terzi (2/3). L’obbligo del versamento dei contributi è in capo al committente, che deve eseguire il pagamento entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello F24 EP per le amministrazioni pubbliche.
Per quanto concerne i professionisti iscritti alla Gestione separata, si ricorda che l’onere contributivo è a carico degli stessi, che devono provvedere anche al relativo versamento.


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