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Stop a tutto campo per le assunzioni nella Polizia locale - Inutilizzabili anche i resti

di Amedeo Di FIlippo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Esiste un divieto assoluto di reclutamento di vigili urbani fino a che non venga riassorbito completamente il personale della polizia provinciale. Sulla corretta interpretazione dell'articolo 5, comma 6, del Dl 78/2015, che vieta agli enti locali di reclutare personale con qualsiasi tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale, arriva il suggello del giudice amministrativo. Conla sentenza n. 772/2015, la sezione di Latina del Tar Lazio giudica legittima la sospensione di un concorso per posti di vigile urbano dopo l'entrata in vigore di quelle disposizioni.

La norma
L'articolo 5, comma 6, dispone fino al completo assorbimento del personale della polizia provinciale un divieto agli enti locali, a pena di nullità delle assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale. Sono fatte salve le sole assunzioni a tempo determinato effettuate dopo l'entrata in vigore del Dl esclusivamente per esigenze di carattere strettamente stagionale e comunque per periodi non superiori a cinque mesi nell'anno solare, non prorogabili.
Si tratta, secondo il Tar di Latina, di una previsione speciale che vieta in modo assoluto il reclutamento di personale da adibire a funzioni di polizia locale fino al completo assorbimento del personale della polizia provinciale.

Le ragioni
Il Tar ha giudicato il ricorso per l'annullamento della delibera con cui un Comune ha approvato il piano triennale delle assunzioni e la dotazione organica, nella parte in cui viene stabilito di sopprimere alcuni posti di vigili, con contestuale sospensione della selezione già indetta.
Il Tar ritiene infondato il ricorso, per quattro ragioni ben precise. La prima, dirimente, è che la sospensione della selezione dei vigili urbani costituisce un atto dovuto, determinato proprio dalla previsione dell'articolo 5, comma 6, del Dl 78/2015, che blocca qualsiasi assunzione fino al completo assorbimento del personale della polizia provinciale. Il termine di durata di questa sospensione – ed è la seconda delle ragioni addotte dal Tar – va identificato nel termine previsto dal medesimo comma 6, e cioè «fino al completo assorbimento del personale».
Non è nemmeno adoperabile – e siamo alla terza ragione – la disposizione contenuta all'articolo 4, comma 3, del Dl 78/2015, che ha inserito all'articolo 3, comma 5, del Dl 90/2014 la possibilità di utilizzare i residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente. E questo perché il riferimento contenuto nell'articolo 5, comma 1 all'articolo 1, comma 423, della legge 190/2014 è limitato alle sole «modalità e procedure».

I «resti»
Secondo il Tar di Latina, l'utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente si riferisce alle altre categorie di personale, ossia a quelle per le quali non è previsto un espresso divieto di assunzione ad opera di disposizioni speciali quali quelle disposte per l'assunzione dei vigili.
È manifestamente infondata, infine, la questione di costituzionalità della norma in questione, dato che la Corte costituzionale ha avuto modo più volte di affermare il principio secondo cui le disposizioni di legge che impongono limiti alla facoltà di assunzione di personale da parte degli enti locali sono giustificate dalla competenza legislativa concorrente statale in materia di «coordinamento della finanza pubblica».


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