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Assunzioni, per i resti del turn over utilizzo libero anche nelle Regioni

di Paola Cosmai

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte dei conti marchigiana con il parere n. 191/2015autorizza la Regione ad assumere nei limiti dei resti assunzionali maturati al 2014 senza il rispetto dei vincoli imposti dalla legge 190/2014 per l'assorbimento degli esuberi provinciali. Questa facoltà era stata finora riconosciuta espressamente ai soli Comuni su istanza dei quali la Corte ha avuto modo di intervenire.

La questione
L'intervento consultivo della Corte è stato sollecitato dalla Regione Marche che, avendo in corso una procedura concorsuale per l'assunzione di tre dirigenti a tempo indeterminato pianificata nel biennio 2012 e 2013 mediante utilizzo dei resti assunzionali maturati negli anni antecedenti, ha chiesto conferma della possibilità di portarla a compimento nonostante i divieti introdotti dalla legge di stabilità 2015. Il comma 424 della scorsa manovra ha di fatto bloccato i nuovi reclutamenti, sanzionandoli con la nullità, eccezion fatta che per l'immissione in servizio dei vincitori di concorso, per consentire l'assorbimento dei dipendenti soprannumerari delle Province con le risorse stanziate per gli anni 2015 e 2016 per la copertura delle vacanze di organico registrate nel periodo 2014–2015.

La decisione
La Corte muove dalla considerazione che la legge 190/2014 ha perseguito il duplice obiettivo di garantire l'assunzione dei vincitori di concorso collocati nelle graduatorie dell'ente e di ricollocare nei propri ruoli le unità soprannumerarie delle Province destinatari dei processi di mobilità avviati a seguito della riforma Delrio. Tuttavia, dopo l'entrata in vigore dell'articolo 4 del Dl 78/2015, è stata definitivamente ammessa la possibilità di utilizzare i "resti" derivanti dalle percentuali assunzionali annuali non utilizzate nel triennio precedente. Questa facoltà è stata confermata anche dalla sezione delle Autonomie con delibera 26/2015 (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 3 agosto), in cui è stato chiarito definitivamente che tutti gli enti tenuti all'applicazione del comma 424, e quindi anche le Regioni, possono, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013. Restano vincolati al riassorbimento del personale provinciale o all'immissione in ruolo dei vincitori di concorso i soli budget di spesa del biennio 2015-2016 riferiti alle cessazioni intervenute nel 2014 e nel 2015.

La riforma Madia
L'assunto non è messo in discussione dall'entrata in vigore della legge delega per la riforma della Pa (legge 124/2015), che anzi all'articolo 17, comma 1, lettera c), stabilisce che i decreti attuativi siano emanati garantendo l'immissione in ruolo dei vincitori delle graduatorie di concorso già approvate alla data della loro entrata in vigore.
La riforma, quindi, reca tra i criteri attuativi la previsione di un regime transitorio relativo alla possibilità di destinare (in attuazione dei vincoli posti dai commi 424 e 425) le capacità assunzionali del 2015 e 2016 all'utilizzo di graduatorie già approvate entro la data di entrata in vigore della stessa legge 124/2015.
Detto in altri termini, il decreto delegato dovrà prevedere che le capacità assunzionali (calcolate sulla base delle cessazioni, rispettivamente, del 2014 e del 2015) possano essere destinate, oltre che alla ricollocazione del personale soprannumerario delle Province, all’assunzione di personale collocato in graduatorie approvate entro la data di entrata in vigore della legge 124/15 purché vigenti alla data di approvazione dello schema di decreto legislativo.
Ne consegue, a maggior ragione, secondo la delibera, che l'impiego dei budget assunzionali relativi al 2014 e agli esercizi precedenti non resta assoggettato ad alcun vincolo di destinazione.


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