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Assunzioni, prima del concorso bisogna usare le graduatorie di altri enti

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'utilizzo delle graduatorie valide di un'altra amministrazione è la procedura ordinaria, mentre l'indizione di un nuovo concorso costituisce la deroga. Non si deve dare corso ad assunzioni tramite lo scorrimento delle graduatorie se operando in questo modo si privilegia l'assunzione di specifici soggetti.

Le istruzioni
Possono essere così riassunte le principali indicazioni contenute nel parere 149/2015 della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti dell'Umbria. La prima indicazione è che il legislatore privilegia l'utilizzo delle graduatorie esistenti. Questa preferenza si manifesta in primo luogo per le graduatorie dello stesso Comune. Occorre ricordare che la giurisprudenza amministrativa ha interpretato la scelta legislativa nel senso che la preferenza arriva al punto che le amministrazioni non devono in questi casi fare ricorso all'attivazione in via preventiva della mobilità volontaria. Ma, ed è qui la importanza del parere della sezione di controllo della magistratura contabile umbra, questa preferenza di estende anche alle graduatorie concorsuali formate dal altre amministrazioni: graduatorie che un altro Comune può utilizzare sulla base delle previsioni contenute nell'articolo 9, comma 1, della legge 3/2003 e nell'articolo 3, comma 61, della legge 350/2003.

I limiti
Il ricorso a graduatorie di altro ente è ovviamente assoggettato al vincolo di «rispettare i requisiti comunque richiesti dall'ordinamento». Nel 2015 e nel 2016 è da considerare quindi consentito solamente per le assunzioni che sono finanziate dai resti delle capacità assunzionali del triennio precedente, in quanto le capacità assunzionali del 2015 e 2016 sono riservate all'inserimento nei Comuni dei dipendenti in sovrannumero degli enti di area vasta. Occorre dare corso all'accordo «tra amministrazioni richiesto dalla norma di cui all'articolo 3, comma 61 della legge n. 350 del 2003». Va ricordato al riguardo che in modo consolidato si ritiene che questo accordo possa essere raggiunto non solo prima dell'indizione del concorso, ma anche successivamente, anche quando la graduatoria sia formata. Si consideri che in quest'ultimo caso è opportuno che le amministrazioni scelgano l'ente con cui stipulare la convenzione sulla base di criteri predeterminati e oggettivi.

Occhio al calendario
Un aspetto assai delicato al quale è necessario che gli enti prestino la massima attenzione è il seguente: le amministrazioni devono rispettare l'articolo 91, comma 4 del Dlgs 267/2000, che impedisce di utilizzare gli idonei delle graduatorie di un pubblico concorso per i posti istituiti o trasformati successivamente all'indizione del concorso stesso. Questa indicazione vale non solo per l'utilizzo di graduatorie della stessa amministrazione, ma anche per quelle di altre Pa. Alla base della scelta legislativa, ricordano i giudici contabili, c'è la preoccupazione di «evitare che le pubbliche amministrazioni possano essere indotte a modificare la pianta organica al fine di assumere uno dei candidati inseriti in graduatoria, i cui nomi sono già conosciuti». Il parere spiega infine che non costituisce una trasformazione del posto la riduzione della quantità di ore di impegno previste se lo stesso era già previsto come part time.


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