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Nelle Province «solo» 2mila esuberi

di Gianni Trovati

Sarebbero "solo" 2mila gli esuberi delle Province destinati a transitare dal portale nazionale della mobilità per individuare il loro nuovo posto di lavoro dopo essere usciti dagli enti di area vasta svuotati dalla riforma Delrio; non solo, per loro gli spazi sarebbero già pronti negli organici del ministero della Giustizia.

I calcoli
La prospettiva tranquillizzante filtra dalla Funzione pubblica, dove il portale nazionale chiamato a incrociare l'offerta degli ex provinciali con la domanda delle altre Pa sta muovendo i primi passi dopo la lunga attesa determinata dalla complessa fase attuativa della riforma, a livello sia statale sia regionale. Proprio l'arrivo delle leggi regionali con il riordino di funzioni e personale, in un mosaico nel quale ora manca solo il Lazio, spiegherebbe il drastico ridimensionamento nel numero degli esuberi effettivi, che le prime stime collocavano intorno a quota 20mila.

I «pre-pensionamenti»
Circa metà delle Regioni hanno infatti deciso di farsi carico direttamente delle funzioni diventate «non fondamentali» per le Province e dei dipendenti ad esse collegati; sono 1.800, poi, le persone che entro il 2016 riusciranno ad andare in pensione con i requisiti «pre-Fornero» proprio grazie alla corsia preferenziale aperta per gli ex provinciali. Il conto degli esuberi effettivi, però, è stato tagliato nel corso dei mesi anche da meccanismi che devono ancora decollare. Si tratta, prima di tutto, del passaggio all'Agenzia nazionale dei circa 7.500 dipendenti dei centri per l'impiego: l'Agenzia nazionale, prevista dal Jobs act, è ancora futuribile, per cui nel frattempo si è previsto un passaggio alle Regioni tramite convenzione (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri). Ci sono, poi, i circa 3mila poliziotti provinciali, che a seconda dei casi dovrebbero rimanere nei loro enti oppure transitare ai Comuni.


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