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Personale, dal Tar tre condizioni per avere diritto alla qualifica superiore

di Lorenzo Camarda

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il riconoscimento della qualifica superiore richiede la contestualità di tre condizioni: l’esistenza in organico di un posto vacante a cui ricondurre le mansioni di più alto livello; l’adozione preventiva di un atto deliberativo che assegni le mansioni superiori; l’espletamento dell’esercizio di queste mansioni per un periodo eccedente i sessanta giorni nell’anno solare. È quanto si ricava dalla sentenza del Tar Campania, Sezione V, n. 5207 del 6 novembre 2015.

Il caso
Un dipendente del comune di Napoli, inquadrato alla terza qualifica funzionale, ricorre al Tar Campania per il riconoscimento delle mansioni superiori (quinta qualifica funzionale) per aver espletato tali mansioni per oltre venticinque anni, dal 1973 al 1999.

In diritto
La retribuzione corrispondente all’esercizio delle mansioni superiori può aver luogo non in virtù del mero richiamo della Costituzione, ma allorquando una norma speciale consenta tale assegnazione e la relativa maggiorazione retributiva (ex multis Consiglio di Stato, Sezione III, n. 5737 del 21 novembre 2014). Peraltro, nel settore del pubblico impiego, l’esercizio delle mansioni superiori assume aspetti peculiari e non si configura nel solo espletamento di taluni compiti propri di una qualifica superiore. Invece, secondo giurisprudenza consolidata (Consiglio di Stato, Sezione V, n. 3313 in data 25 maggio 2010) le funzioni superiori sono riconosciute allorquando ricorrano contestualmente le seguenti tre condizioni:
-        l’esistenza di un posto vacante in organico;
-        il conferimento formale, con atto deliberativo, dell’incarico;
-        l’espletamento di tale incarico per oltre sessanta giorni nell’anno solare.

Considerazioni conclusive
Il Tar Campania respinge il ricorso all’esame in quanto il ricorrente non è riuscito a dimostrare l’esistenza della previsione di un posto in pianta organica a cui ricollegare le mansioni superiori espletate; né il ricorrente ha dimostrato l’esistenza di un atto deliberativo che formalizzasse l’incarico (ancorché lo stesso ricorrente abbia esibito un ordine di servizio datato 1991 che il Tar Campania non ha riconosciuto sufficiente, accodandosi a giurisprudenza precedente rispetto alla quale il Tar Campania non ha ritenuto sussistere ragioni per discostarsene).


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