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Statali, via libera al decreto sui «premi» di produttività»

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Via libera del Governo al decreto sul salario accessorio. La notizia è arrivata dal Tesoro che, in una nota di ieri, spiega come, al termine di un incontro tra il sottosegretario Pier Paolo Baretta, il capo di gabinetto del Mef, Roberto Garofoli, il capo Dipartimento dell'Amministrazione generale, del personale e dei servizi, Luigi Ferrara e le organizzazioni sindacali, il Governo abbia deciso di assegnare, attraverso un Dpcm, attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti, le risorse necessarie per la costituzione dei Fondi unici di amministrazione (Fua) destinati al salario accessorio dei ministeriali nel 2015.

La reazione dei sindacati
Dunque, il Governo fa marcia indietro e restituisce ai dipendenti dei ministeri le risorse destinate alla produttività. Festeggiano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.
«Il Governo restituisce ai lavoratori dei ministeri quanto scippato con la legge di assestamento 2015 in merito alle risorse destinate al miglioramento e all'efficientamento dei servizi, alle aperture straordinarie e al prolungamento degli orari - annunciano i sindacati in una nota di ieri - il provvedimento con il quale Le iniziative di lotta messe in campo dalle categorie del pubblico di Cgil, Cisl e Uil, che hanno mobilitato i lavoratori con assemblee in tutti i ministeri, hanno ottenuto il risultato prefissato».
Il taglio al fondo arrecava un danno per i lavoratori dei ministeri stimato dai sindacati in circa 80 milioni di euro(si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 6 novembre 2015).

La mobilitazione per il rinnovo dei contratti
Festeggiano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa ma precisano «non ci fermiamo». Il 28 novembre tutti a Roma per il rinnovo del contratto.
Con lo slogan «Pubblico6Tu, ContrattoSubito», oltre 20 sigle in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, si sono date appuntamento a Roma. Resta in piedi quindi la mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici del 28 novembre prossimo per rivendicare il diritto a un rinnovo del contratto, fermo da sei anni, che sia «dignitoso e per chiedere di essere i protagonisti di una vera riforma della Pa, che vada davvero incontro alle necessità dei cittadini».


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