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Centri per l'impiego, Province: da gennaio servizi a rischio

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Centri per l'impiego da gennaio a rischio paralisi. L'allarme arriva dal vice presidente dell'Upi, Carlo Riva Vercellotti, intervenuto ieri a una riunione dell'osservatorio sull'attuazione della legge Delrio. «Se non avremo sicurezze economiche sulla copertura dei costi dei centri per l'impiego, dal 1° gennaio 2016, non avendo più la competenza su questi servizi, non potremo garantirne l'operatività», ha detto Vercellotti chiedendo al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di aprire un tavolo con le Province e le Regioni per trovare soluzioni urgenti alla gestione della fase di passaggio delle funzioni.
Nell'imminenza del termine a partire dal quale i centri per l'impiego – come ha ricordato lo stesso Vercellotti - non saranno più di competenza delle Province dal 1° gennaio scorso, in attuazione delle norme del jobs act, le preoccupazioni dell'Unione delle Province d'Italia si fanno stringenti.
Soprattutto perché nel frattempo l'Upi si è comunque impegnata a mantenere le strutture operative, seppure con interventi tampone. «Per quest'anno abbiamo continuato responsabilmente ad assicurare i servizi, ma dal prossimo anno non possiamo sottrarre le poche risorse a disposizione per la manutenzione e la sicurezza di strade, scuole e ambiente, che sono le nostre funzioni, per coprire i costi di un servizio che non è più nostro e non ci spetta. L'esercizio di questa funzione non può più pesare sui nostri bilanci, già critici», ha aggiunto il Vice Presidente Vercellotti.

I costi per il personale
Il punto cruciale riguarda la copertura dei costi e in particolare quelli di personale. «Siamo quasi alla fine dell'anno - dichiara Carlo Riva Vercellotti - e ancora non sappiamo come sono stati ripartiti tra le Province i 140 milioni stanziati dal Governo e i 70 milioni stanziati dalle Regioni per coprire le sole spese di personale per il 2015».
Secondo l'ultimo rapporto del Ministero del Lavoro, in Italia vi sono 550 centri pubblici per l'impiego con 8.429 operatori che nel 2013, a fronte di 3.112.611 persone in cerca di occupazione, hanno raccolto 2.373.979 dichiarazioni di disponibilità al lavoro (in media nell'anno appena 281,6 dichiarazioni lavorate da ciascun operatore), hanno realizzato 2.695.905 interventi di politica attiva per disoccupati e inoccupati, mentre le imprese hanno attivato 9.675.252 rapporti di lavoro (in media 17.917 per centro) a fronte di 9.815.347 contratti cessati (in media 18.177 per ogni Cpi).

Le prime convenzioni
Intanto sono state firmate le prime convenzioni tra Regioni e ministero del Lavoro per la nuova gestione dei centri per l'impiego. La Toscana è stata la prima regione a firmare con il Governo l'accordo sui centri per l'impiego, che finora erano rientrati nelle competenze delle Province. Il governatore Enrico Rossi ha siglato il documento insieme al ministro Poletti, lo scorso 6 novembre.
A seguire, il 9 novembre, è stata la volta dell'Emilia Romagna, con l'assessore regionale al Lavoro Patrizio Bianchi. La firma della convenzione è avvenuta nel corso del convegno su lavoro e inclusione sociale, con cui la Regione ha presentato la legge recentemente approvata per sostenere l'inserimento lavorativo e l'inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l'integrazione tra i servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari. «Non era scontato che saremmo arrivati fin qui – ha detto il ministro Giuliano Poletti proprio in questa occasione, a Bologna – la firma è il primo atto di un processo importante per dare concretezza ad una politica congiunta tra Ministero e le Regioni in tema di servizi per l'impiego e politiche attive per il lavoro».


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