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Per gli ingegneri dipendenti delle Pa decisione caso per caso sul rimborso della tassa di iscrizione all'Albo

di Stefano Di Falco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Dopo la sentenza 7776/2015 con la quale la Cassazioneha riconosciuto il diritto degli avvocati dipendenti delle Pubbliche amministrazioni il rimborso della tassa di iscrizione all'Albo professionale (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 17 aprile), anche gli altri professionisti in organico hanno avanzato analoghe richieste, sollecitando l'intervento dei rispettivi Consigli ordinistici. Tra questi, si è espresso quello degli ingegneri, osservando in una circolareche per i propri iscritti non possono trovare pedissequa applicazione gli argomenti spesi dalla Suprema Corte a favore dei legali.

Il caso degli avvocati
Per costoro, infatti, vigono i principi generali del mandato che impone al mandante, in base all'articolo 1719 del Codice civile, di tenere indenne il mandatario delle spese sostenute per l'espletamento delle attività incaricate in quanto per l'esercizio della professione forense è l'Ordinamento a richiedere, imprescindibilmente, oltre al possesso dell'abilitazione, anche l'effettiva iscrizione all'albo che comporta a sua volta, appunto, il versamento della relativa tassa al consiglio dell'Ordine degli avvocati. Iscrizione necessaria anche per i legali delle Pubbliche amministrazioni, che, in ragione del principio di esclusività derivante dal rapporto di lavoro subordinato e dall'articolo 53 del Dlgs 165/2001, svolgono il proprio mandato e versano la tassa nell'esclusivo interesse del proprio datore di lavoro.

Iscrizione «indispensabile»
Viceversa, per quanto concerne gli ingegneri, l'articolo 90, comma 4, del Dlgs 163/2006 richiede per la sottoscrizione dei progetti redatti per i lavori pubblici, come pure l'articolo 9, comma 4, del Dpr 207/2010, richiedono il possesso della sola abilitazione e non anche l'iscrizione all'albo nazionale. Non risultando quest'ultima indispensabile ai fini dell'espletamento dell'incarico per conto dell'ente di appartenenza, le spese dell'eventuale iscrizione, sostiene il consiglio dell'Ordine degli ingegneri in linea anche con le indicazioni appena diffuse dalla Ragioneria generale (su cui si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 28 ottobre), non sarebbero a rigore giustificabili nell'esclusivo interesse del datore di lavoro e, come tali, obbligatoriamente da quest'ultimo rimborsabili. Il parere, non di meno, sottolinea come il Codice degli appalti rivesta carattere eccezionale rispetto alla regola generale dell'obbligatorietà dell'iscrizione, sicché non può trovare applicazione estensiva al di fuori delle fattispecie espressamente previste. Ne consegue in conclusione, secondo il Consiglio nazionale, che laddove la normativa preveda per gli ingegneri dipendenti l'obbligo dell'iscrizione all'albo per l'espletamento delle attività esigibili dall'amministrazione in un determinato settore, allora la relativa tassa di iscrizione dovrà essere rimborsata, purché però sussista anche il vincolo di esclusività del rapporto di lavoro, mutuando i principi argomentativi fissati dalla Cassazione per il personale togato. Se, invece, difetta il regime di esclusività o l'obbligatorietà dell'iscrizione per lo svolgimento delle attività professionali richieste dall'ente datore di lavoro, non è esigibile alcun rimborso. La competenza a discernere i casi dubbi ed a rendere gli orientamenti applicativi è prerogativa del dipartimento della Funzione pubblica e delle singole amministrazioni, in base alla tipologia di rapporto e di mansioni esigibili da ciascun ingegnere dipendente.


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