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Ferie per il tempo parziale, divieti di assunzione e limiti al lavoro flessibile

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Polizia locale e divieti di assunzione
L'articolo 5 del Dl 78/2015 ha previsto un percorso più agevole per il riassorbimento dei dipendenti della polizia provinciale degli enti di area vasta. In cambio, però, il legislatore ha inserito un divieto di reclutamento con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale, molto simile a quello che gli enti locali subiscono in caso di mancato rispetto del patto di stabilità e dei tempi medi dei pagamenti. Due deliberazioni della Corte dei conti della Puglia, circoscrivono meglio il vincolo. Con la deliberazione n. 201/2015 i magistrati contabili fanno ricadere nel divieto le convenzioni tra enti diversi da quelli di area vasta. Riteniamo, però, che tale paletto non si possa applicare, invece, nei casi di convenzioni di funzioni di cui all'articolo 30 del Dlgs n. 267/2000. La Corte dei conti della Puglia, con la deliberazione n. 204/2015, afferma, invece, il principio secondo il quale, anche avendo un ente locale a disposizioni residui di capacità assunzionale di anni precedenti, non può comunque assumere personale nelle funzioni di polizia locale, nemmeno con scorrimento di graduatoria.

Rapporto di lavoro a tempo determinato e part time
Con il parere Ral n. 1787/2015, l'Aran spiega le modalità di calcolo del numero di ferie spettanti a un dipendente assunto a tempo determinato e parziale per 26 ore settimanali. Al di là della casistica specifica, è interessante conoscere l'impostazione del ragionamento svolto dall'Agenzia. In materia, si deve preliminarmente ricordare che, nel caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, in materia di ferie, trova applicazione la disciplina dell'articolo 7, comma 10, lettera a) del Ccnl del 14 settembre 2000, secondo il quale al personale assunto a termine competono solo i giorni di ferie maturati in relazione alla durata del servizio prestato. Fatta questa indispensabile premessa, per quanto riguarda il calcolo delle ferie in relazione alle tre diverse tipologie di tempo parziale contrattualmente previste, si evidenzia che:
Tempo parziale orizzontale:
Il dipendente titolare di tale tipologia di rapporto ha diritto al medesimo numero di giorni di ferie (come di festività soppresse) spettanti nell'ambito del rapporto di lavoro a tempo pieno. Come previsto dall'articolo 6, comma 8 del Ccnl del 14 settembre 2000, il trattamento economico di ciascuna giornata di ferie è comunque commisurato alla durata della prestazione giornaliera. Pertanto, il numero di giorni ferie, come determinato ai sensi del richiamato articolo dell'articolo 7, comma 10, lettera a) del Ccnl del 14 settembre 2000, per un lavoratore a tempo determinato e a tempo pieno sarà riconosciuto anche al lavoratore, sempre a tempo determinato, ma con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale.
Tempo parziale verticale:
Al dipendente titolare di questa diversa tipologia di rapporto spetta un numero di giorni di ferie (e festività soppresse) proporzionato alle giornate di lavoro prestate nell'anno, confrontate con le ordinarie giornate d'obbligo previste nel rapporto a tempo pieno (articolo 6, comma 8, del Ccnl del 14.9.2000). Pertanto, il numero di giorni di ferie, calcolato ai sensi dell'art. 7, comma 10, lettera a) del Ccnl del 14 settembre 2000, dovrà essere riproporzionato in relazione alle giornate di lavoro previste nell'ambito del rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale. Sulle modalità applicative della regola del riproporzionamento, di cui si è detto, alcune indicazioni generali sono già state fornite con l'orientamento applicativo RAL340.
Tempo parziale misto
Nel caso di rapporto a tempo parziale di tipo misto, trovano applicazione entrambe le forme di riproporzionamento previste, sia quella per il tempo parziale verticale che quella per il tipo orizzontale. Ai fini della quantificazione dei giorni di ferie spettanti, pertanto, in considerazione dell'articolazione dell'orario solo su alcuni giorni della settimana rispetto a quelli previsti per il tempo pieno, troverà applicazione la medesima regola prevista per il tempo parziale verticale. Per ciò che attiene al trattamento economico delle stesse, invece, troverà applicazione il riproporzionamento previsto per il tempo parziale orizzontale, nel senso che esso sarà commisurato alla durata della prestazione giornaliera.

Nuovi enti per fusione e capacità assunzionale
La Corte di conti della Lombardia con deliberazione n. 326/2015ritiene che le previsioni normative di cui al comma 424 della legge n. 190/2014, secondo cui gli enti locali, per gli anni 2015 e 2016, destinano le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente, all'immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle proprie graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge e alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità, si applicano anche agli enti di nuova costituzione a seguito di processi di fusione.

Limiti al lavoro flessibile
Alle prestazioni di lavoro flessibile esiste una limitazione di natura finanziaria. Infatti, gli enti locali, non possono spendere più di quanto hanno speso per le medesime finalità nell'anno 2009. Può accadere che un Comune non abbia sostenuto tali costi in quell'anno ma abbia comunque necessità di tali assunzioni. Come fare, quindi?
La sezione Abruzzo della Corte dei conti, con la deliberazione n. 246/2015 ricostruisce sinteticamente il quadro normativo di riferimento, allineandosi alla tesi prevalente per cui, in caso di assenza di spesa per lavoro flessibile nel 2009 il Comune potrà computare il tetto massimo sulla base della spesa media del triennio 2007-2009. Qualora anche tale ultimo parametro sia nullo, non residueranno margini finanziari per ricorrere a forme di lavoro flessibile, come ampiamente condiviso dalla giurisprudenza della stessa Corte (sezione regionale di controllo per l'Umbria 97/2015/PAR, sezione regionale di controllo per la Puglia 65/2015/PAR, sezione regionale di controllo per la Campania 213/2014/PAR).


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