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Per Regioni e Comuni turn over allargato per salvare gli esuberi delle Province

di Gianni Trovati

Oltre al fondo salva-stipendi da 100 milioni per sostenere le buste paga degli «esuberi» provinciali che aspettano la mobilità e alla minaccia di commissariamento per le Regioni che non attuano la riforma Delrio, l'ultima versione della manovra allarga le maglie del turn over negli enti territoriali, ma «al solo fine di definire il processo di mobilità del personale degli enti di area vasta». Per portare a casa questo obiettivo, la percentuale dei risparmi da cessazioni che si può riutilizzare per nuovi ingressi sale all'80% nel 2016 e 2017. In questo modo la manovra rilancia il meccanismo previsto dal decreto Madia dell'anno scorso per Regioni e Comuni «soggetti al Patto di stabilità», ma nei fatti andrà applicata a tutti i municipi perché il nuovo pareggio di bilancio "temperato", che sostituisce il vecchio Patto, si applica a tutti. Nelle amministrazioni centrali viene invece confermata la regola del 25%, che porterà risparmi crescenti dai 44 milioni del 2016 ai 413,1 a regime dal 2019.

Sanzioni alle Regioni in ritardo
La legge di Stabilità, insomma, mette in campo un nuovo tentativo di rilancio di una riforma delle Province che si è impantanata su due fattori fondamentali: le otto Regioni a Statuto ordinario su 15 che non hanno ancora redistribuito le ex funzioni provinciali fra gli enti del territorio e, di conseguenza, la mancata scrittura da parte di Province e Città degli elenchi nominativi degli «esuberi». Il portale nazionale della mobilità, che dovrebbe incrociare questi elenchi con la geografia dei posti disponibili negli organici delle altre amministrazioni: anche questo secondo dato, naturalmente, manca. Visto che l'attesa per la mobilità si allunga e i soldi nei bilanci locali scarseggiano, vengono radunati 100 milioni per assicurare gli stipendi di chi lavora negli enti di area vasta. Quest'ultima misura serve anche a evitare sorprese sull'effettiva applicazione delle sanzioni scritte nel decreto enti locali di giugno per le Regioni in ritardo sulla redistribuzione di funzioni e personale provinciale: la scadenza è in calendario per sabato prossimo, dopo di che le Regioni ancora inadempienti dovrebbero mettere mano al portafoglio e pagare alle Province i costi del mancato riordino, quantificati dal Governo . Il 31 ottobre è anche il termine entro cui il ministero degli Affari regionali dovrebbe approvare il decreto con i criteri per fare questo calcolo, che ancora non ha visto la luce, ma i dubbi più forti sull'attuazione di questa misura dipendono dalle probabili resistenze dei Governatori, che lotteranno per difendere la loro «autonomia finanziaria». La manovra allora rilancia, e promette il commissariamento, con conseguente trasferimento automatico di funzioni ed esuberi provinciali in Regione, se le leggi locali di attuazione della riforma non compariranno entro il 31 gennaio.

Mobilità alla Giustizia
Sempre entro fine gennaio, inoltre, entreranno in organico i dipendenti provinciali che hanno partecipato con successo al bando del ministero della Giustizia, e che si potranno spostare anche senza l'assenso del loro ente. Nel 2016-2017, poi, la Giustizia dovrà acquisire altri mille ex provinciali.


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