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Coesione territoriale: l'agenzia ha i regolamenti, ma ancora mancano i dirigenti

di Giancarlo Terenzi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nata per supportare amministrazioni centrali e regionali nell'attuazione della programmazione comunitaria e nazionale, dopo il regolamento di organizzazione l'agenzia per la Coesione territoriale ha adottato anche quello di articolazione degli uffici dirigenziali di seconda fascia e anche l'importante regolamento di contabilità e bilancio (pubblicato sulla Gazzetta del 31 ottobre 2015 n. 254). Il primo indica gli obiettivi dell'agenzia, ne disciplina il funzionamento e l'organizzazione, lo sviluppo e la formazione del personale, indicando le competenze delle strutture e i criteri ai quali si ispira la gestione. Stabilisce, poi, la dotazione organica: 200 unità, di cui 21 dirigenti. Condivisibili sono i principi indicati dall'articolo 13: centralità del personale, riconoscimento del merito, mobilità professionale, responsabilizzazione, pari opportunità, benessere organizzativo.
Perplessità, invece, sugli avvicendamenti degli incarichi di responsabilità dirigenziale delle strutture, perché alcuni non sono facilmente intercambiabili senza arrecare ritardi e rallentamenti in una struttura che per la sua specificità e per i compiti affidati ha la necessità di marciare sempre a pieno regime.

Gli uffici
Il secondo regolamento riguarda l'organizzazione e in particolare dei 5 uffici di staff, a due dei quali sono attribuite le funzioni di autorità di gestione dei programmi operativi nazionali affidati all'agenzia (Città metropolitane e Governance e capacità istituzionale), e delle due aree di livello dirigenziale generale (aree programmi e procedure e area progetti e strumenti, entrambe composte di 7 uffici). Perplessità desta anche non aver dato dignità di ufficio alle attività di comunicazione, considerate le sue specificità e il ruolo che riveste per Bruxelles. Così come per l'area programmi e procedure, aver previsto uffici di accompagnamento e sostegno ai programmi regionali che includono al loro interno Regioni meno sviluppate, in sostegno transitorio e più sviluppate.
Sarebbe stato meglio non frammentare le Regioni meno sviluppate in diversi uffici, ma conservarne l'unicità per salvaguardare il quadro strategico unitario come avviene per l'ufficio che segue i programmi nazionali.
Nell'attuale suddivisione, inoltre, non si comprende il criterio di accorpamento delle Regioni in sostegno transitorio e più sviluppate, dove non si è tenuto conto nemmeno dell'elementare criterio della vicinanza territoriale in uso nella rilevazioni statistiche europee e italiane.
Bene, invece, all'interno dell'area progetti e strumenti, l'istituzione di uffici dedicati agli obiettivi tematici individuati nell'accordo di partenariato: sviluppo sostenibile e crescita intelligente, infrastrutture e ambiente, lavoro, istruzione e inclusione sociale.
Il terzo regolamento concerne il sistema di contabilità e di bilancio dell'agenzia, la sua gestione finanziaria e patrimoniale e l'attività negoziale e la gestione degli impegni. Mancano ora, oltre a specifici atti organizzativi emanati dal direttore generale dell'agenzia, altri adempimenti richiesti dallo Statuto.

Il personale
A livello di personale l'agenzia per la Coesione e lo stesso dipartimento sono al palo, perché gli uomini dell'ex Dps selezionati per le due strutture vivono in una sorta di limbo, naturalmente a tutto danno dell'operatività.
Mancano ancora i nomi del direttore generale e dei due dirigenti del dipartimento per le Politiche di coesione, mentre la selezione dei dirigenti dell'agenzia potrà essere avviata dopo che si conoscerà la graduazione economica degli uffici. Si dovrà attendere come minimo la metà del 2016, inoltre, per i risultati del concorso indetto per assumere nuovo personale e si spera che almeno le selezioni per esperti abbiano tempi più rapidi, tenuto conto che la maggior parte degli attuali incarichi hanno scadenza novembre 2015.
Anche i due "nuclei" tecnici, del resto, Nuvec e Nuvap scontano ritardi e continuano a perdere pezzi per gli incarichi che vanno a scadenza. Il primo difficilmente potrà esprimere in tempi rapidi i propri necessari pareri, così come previsto dai nuovi regolamenti comunitari, sui quattro/cinque programmi di cui sarà autorità di audit (Cultura, Ricerca, Imprese, Infrastrutture e probabilmente Legalità). Per non parlare dei problemi legati alla chiusura della programmazione 2007-2013 di cui il Nuvec è soggetto determinante. Mentre per il Nuvap, che pure perde pezzi, l'avviso di selezione è uscito solo il 1° settembre.
Sarebbe necessario un segnale forte dalla politica, magari una corsia preferenziale per eliminare rapidamente ostacoli e risolvere problematiche che ancora si frappongono alla piena operatività di agenzia e dipartimento per la Coesione. Andrebbe valutata la possibilità di mettere mano alla legge istitutiva dell'agenzia, restituendogli la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi nel caso di gravi inadempienze e ritardi nella realizzazione dei programmi, senza le eccessive garanzie previste oggi dal legislatore che, per tempi e procedure richieste, arrivano quando forse è troppo tardi.
La politica comunitaria richiede decisioni rapide, che mal si conciliano con la burocrazia e, talvolta, con gli interessi ministeriali e regionali. Senza questo cambio di passo staremo a discutere sempre sui soliti dati negativi e sui nuovi rimedi da prendere.


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