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Speciale manovra/2 - Il turn over riscende al 40% per tutti

di Gianni Trovati

Arriva un'altra frenata per le possibilità di spesa nel pubblico impiego: nei testi aggiornati del disegno di legge di Stabilità circolati ieri viene fissata una nuova percentuale di turn over, che questa volta riguarda sia la Pa centrale sia quella locale (e gli enti di ricerca) e ferma per il prossimo anno la spesa per le assunzioni al 40% dei risparmi ottenuti con le uscite dell'anno prima. Tutta la misura si concentrerà sui nuovi ingressi, perché anche con le nuove regole del turn over «è fatto salvo il perfezionamento» delle mobilità che dovranno ricollocare il personale in uscita dalle Province. La Pa statale, comunque, dovrà tagliare del 10% il complesso della propria spesa di personale.

L'incrocio con la mobilità
Il nuovo turn over unico al 40% per il 2016 dimezza le possibilità di assunzione in regioni ed enti locali, ma le taglia anche nella pubblica amministrazione centrale, che in base al decreto Madia dello scorso anno sarebbe passata al 60% così come negli enti di ricerca. Negli enti locali, in realtà, il dimezzamento è teorico, perché le possibilità di nuovi ingressi sono state di fatto congelate dall'esigenza di ricollocazione del personale in uscita dalle Province, e dal prolungamento dei tempi di avvio delle operazioni di mobilità. Anche la manovra tiene conto del problema, e prevede che nel nuovo quadro è «fatto salvo il perfezionamento del processo di mobilità» che dovrebbe accompagnare l'attuazione della legge Delrio. Per oliare gli spostamenti degli ex provinciali, poi, la manovra propone altre due misure: un fondo (al momento è da 100 milioni, ma potrebbe crescere se si decidesse un contributo obbligatorio da parte delle Regioni) da distribuire fra le amministrazioni centrali chiamate ad accogliere una parte degli ex dipendenti provinciali, e la previsione che i passaggi al ministero della Giustizia, chiamato ad accogliere fino a 2mila persone, avvengano anche senza il nulla osta dell'amministrazione provinciale «cedente».

Gli effetti
Gli effetti dell'incrocio fra la maxi-operazione di mobilità che fatica a decollare e la riduzione degli spazi assunzionali nelle altre amministrazioni si chiariranno quando il testo sarà consolidato, e si comincerà a ragionare sull'attuazione. Un fatto, però, è certo: la ricollocazione degli ex provinciali sta già chiudendo molte porte a nuovi ingressi nella pubblica amministrazione, e se il tetto al turn over si abbassa gli spazi residui sono destinati a diminuire. Lo stesso fenomeno investe la dirigenza con la cancellazione di metà dei posti in organico non occupati alla data del 15 ottobre. In questo caso, però, la dinamica viene "compensata", almeno sul piano dell'immagine, dalle 290 «giovani eccellenze» che saranno selezionate per entrare ai vertici della pubblica amministrazione.


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