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Per i dirigenti taglio del 10% ai premi di risultato

di Gianni Trovati

Per la pubblica amministrazione centrale arriva il taglio lineare per la spesa di personale, che nel 2016 dovrà fermarsi il 10% sotto ai livelli raggiunti quest'anno, e una riduzione della stessa misura per le indennità previste per chi lavora negli staff dei ministri. I nuovi testi, poi, confermano la cura multipla alle retribuzioni dei dirigenti, che aveva agitato gli uffici nei giorni scorsi.

La sforbiciata
Il colpo più forte per i vertici amministrativi arriva ai fondi per la retribuzione di risultato, che vanno ridotti di un decimo rispetto al 2014 (con un meccanismo che, di conseguenza, salva eventuali aumenti intervenuti quest'anno), mentre una riduzione del 20% è imposta a tutte le leggi di settore che negli anni hanno autorizzato l'aumento delle dotazioni per le varie parti del trattamento accessorio. Quest'ultima misura riguarda anche tutti gli enti pubblici, gli enti di ricerca e le università. Gli effetti della cura saranno molto diversi da ufficio a ufficio, e anche da persona a persona, perché dipenderanno dal modo in cui sono state collocate le diverse tessere che compongono la busta paga del dirigente.

I numeri in busta paga
Per queste figure lo stipendio tabellare, dunque la parte più al sicuro dall'azione delle forbici, copre infatti solo il 50% della retribuzione complessiva. Le situazioni cambiano molto a seconda dei comparti e della collocazione all'interno dell'albero gerarchico di ogni ufficio: nei ministeri, per esempio, i 2.390 dirigenti di seconda fascia guadagna in media, secondo l'ultimo monitoraggio dell'Aran, 90.833 euro lordi all'anno, che per il 48% derivano da retribuzione di posizione, risultato e altre voci variabili. Quando si sale ai 260 dirigenti di prima fascia, lo stipendio medio arriva a 188.104 euro, ma il tabellare conta solo per il 34,7 per cento. In generale, più salgono i livelli retributivi più aumenta il peso delle voci variabili: negli enti pubblici non economici (per esempio enti previdenziali e Istat) i 780 dirigenti di seconda fascia guadagnano in media 132.324 euro, e il tabellare conta per il 35,2%, mentre le 91 persone che occupano una casella in prima fascia ricevono mediamente 220.160 euro, per il 71,1% legate a voci variabili. La parte «non tabellare» dello stipendio è finanziata con i fondi di ogni amministrazione, per cui il taglio ai fondi si riflette in modo diretto sulla busta paga. La prima voce a essere colpita è quella del «risultato», per cui il colpo maggiore si avvertirà dove si è puntato di più sui «premi».


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