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Nuove assunzioni con la capacità del 2014 derivante dai «resti» del triennio 2011/2013

di Giovanni G.A. Dato

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Secondo la deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Toscana, 6 ottobre 2015, n. 396/2015/PAR, mentre i budget 2015/ 2016 (derivanti anche dalle cessazioni dei trienni precedenti il 2014 e 2015) sono integralmente destinati alle finalità di cui all’articolo 1, comma 424, della legge n. 190/2014, può essere utilizzata per effettuare nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato la capacità assunzionale del 2014 derivante dai «resti» relativi al triennio 2011/2013, sempre che sia assicurato il rispetto dei vincoli di finanza pubblica (rispetto del patto di stabilità, dell’articolo 1, commi 557 e ss., della legge n. 296/2006, delle percentuali di turn over, quantificate in base alla spesa di personale cessato nell’anno precedente, secondo le previsioni dell’articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014) e siano stati osservati, a suo tempo, gli obblighi previsti dall’articolo 3, comma 3, del Dl n. 90/2014 (programmazione finanziaria e contabile del fabbisogno di personale).

I quesiti rivolti alla Sezione di controllo per la Toscana
L’articolo 4, comma 3, del Dl 19 giugno 2015, n. 78, convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2015, n. 125, intervenendo sull’articolo 3, comma 5, del Dl 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in tema di limiti alle assunzioni di personale, ha previsto che «è altresì consentito l’utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente».
Con tale disposizione, al «cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni» (che la deliberazione della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti n. 27 del 3 novembre 2014 aveva interpretato come programmabili solo a decorrere dal 2014), si aggiunge la possibilità di utilizzo dei cosiddetti «resti» assunzionali provenienti dal triennio precedente.
La citata locuzione («l’utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente») ha suscitato alcune perlessità applicative tanto da indurre un Ente locale a sottoporre alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti una richiesta di parere articolata nei seguenti quesiti:
1) se il triennio di riferimento sia il 2011/2013 ovvero il 2012/2014;
2) se l’utilizzo dei resti può riguardare nuove assunzioni o solo il personale degli Enti di area vasta secondo le previsioni dell’articolo 1, comma 424, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. Legge di stabilità 2015);
3) se la previsione di utilizzo dei resti assunzionali debba essere stata già prevista nel piano assunzionale 2014 oppure possa esserlo in quello del 2015.

L’approfondimento
Secondo la deliberazione in commento, la novella introdotta con il Dl n. 78/2015 deve essere coordinata con le previsioni contenute nell’articolo 1, comma 424, della legge n. 190/2014, che impone, pena la nullità dei contratti, alle Regioni e agli Enti locali, per gli anni 2015 e 2016, di destinare le risorse per le assunzioni a tempo indeterminato, nelle percentuali stabilite dalla normativa vigente, all’immissione nei ruoli dei vincitori di concorso pubblico collocati nelle graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della presente legge e alla ricollocazione nei propri ruoli delle unità soprannumerarie destinatarie dei processi di mobilità. Esclusivamente per le finalità di ricollocazione del personale in mobilità le Regioni e gli Enti locali destinano, altresì, la restante percentuale della spesa relativa al personale cessato negli anni 2014 e 2015, salva completa ricollocazione del personale soprannumerario.

I precedenti della Sezione delle Autonomie
La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, con la deliberazione n. 26 del 28 luglio 2015 è intervenuta sulla questione interpretativa posta per la corretta applicazione dell’articolo 1, comma 424, legge n. 190/2014, in relazione ai budget assuntivi residui, precedenti gli anni 2015/2016, e ha espresso, sul punto, il seguente principio di diritto: gli Enti locali possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dalle cessazioni di personale nel triennio 2011-2013, sempre nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica; mentre, con riguardo al budget di spesa del biennio 2015-2016 (riferito alle cessazioni di personale intervenute nel 2014 e nel 2015), la capacità assunzionale è soggetta ai vincoli posti dall’articolo 1, comma 424, della legge 190/2014 finalizzati a garantire il riassorbimento del personale provinciale.
Con successiva deliberazione n. 28 del 22 settembre 2015 la stessa Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha integrato la precedente deliberazione n. 26/2015, affermando, tra l’altro, il seguente principio di diritto: il riferimento “al triennio precedente” inserito nell’articolo 4, comma 3, del Dl n. 78/2015, è da intendersi in senso dinamico, con scorrimento e calcolo dei resti, a ritroso, rispetto all’anno in cui si intende effettuare le assunzioni.

 


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