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Così l'ex provinciale può diventare responsabile dei tributi comunali

di Francesco Clemente

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Anche se non hanno competenze in materia, il Comune che si appresta ad assumere un addetto all'ufficio tributi dovrà ricollocare gli ex provinciali in mobilità "speciale" provvedendo alla loro riqualificazione, salvo che non ricerchi professionalità con specifica abilitazione o con requisiti disciplinati dalla legge o dai contratti collettivi. È questa la conseguenza del parere 317/2015 con cui la Corte dei conti, sezione di controllo per la Lombardia, ha bocciato la tesi di un Comune secondo cui i dettami sulle assunzioni a tempo indeterminato della legge di stabilità 2015 (comma 424 della legge 190/2014) non obbligherebbero Regioni ed enti locali a ricorrere alla mobilità "speciale" per il personale in sovrannumero delle ex Province se – come in questo caso per un addetto all'ufficio tributi - ricerchino figure «infungibili» e non previste nei ruoli dell'«ente di area vasta» (si veda ancheIl Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri).

Procedura vincolata
La Corte ha spiegato che «anche a seguito di alcune incertezze interpretative, la sezione delle Autonomie (…) ha chiarito l'ambito di applicazione della disposizione speciale introdotta dalla legge di stabilità osservando, in linea generale, che ‘per il 2015 ed il 2016 agli enti locali è consentito indire bandi di procedure di mobilità riservate esclusivamente al personale soprannumerario degli enti di area vasta; a conclusione del processo di ricollocazione del personale soprannumerario destinatario dei processi di mobilità, è ammissibile indire le ordinarie procedure di mobilità volontaria' (16 giugno 2015, n. 19)». Nel dettaglio, stando alla stessa pronuncia, «se l'ente deve coprire un posto di organico per il quale è prevista una specifica e legalmente qualificata professionalità, eventualmente attestata da titoli di studio precisamente individuati – in quanto tale assunzione è necessaria per garantire l'espletamento di un servizio essenziale, alle cui prestazioni la predetta professionalità è strettamente e direttamente funzionale - non potrà ricollocare in quella posizione unità soprannumerarie sprovviste di tale requisiti'».

Alternativa unica
Negli altri casi, al contrario, si è ricordato come si sia già stabilito che «‘se questa dovesse essere l'unica esigenza di organico da soddisfare nell'arco del biennio considerato dalla norma, una volta constatata l'inesistenza di queste professionalità tra le unità soprannumerarie da ricollocare, l'ente potrà procedere ad assumere nei modi ordinari. Tale ricerca va riferita non al solo personale della Provincia di appartenenza, ma a tutto il personale delle Province interessate alla ricollocazione (…)». Nel caso di specie - non si specifica in quali ex Province sia avvenuta tale verifica - si è quindi affermato che «(…) i dipendenti che rientrano in una determinata categoria contrattuale, se non formati in relazione ad una particolare mansione (ad esempio addetto ufficio tributi) dovranno essere riqualificati, così come previsto dall'articolo 30, comma 1-bis del Dlgs 165 del 2001». Secondo quest'ultima norma, «l'amministrazione di destinazione provvede alla riqualificazione dei dipendenti la cui domanda di trasferimento è accolta, eventualmente avvalendosi, ove sia necessario predisporre percorsi specifici o settoriali di formazione, della Scuola nazionale dell'amministrazione».


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