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Assunzioni, nemmeno il responsabile dell'ufficio tributi può dribblare l'obbligo di riassorbimento degli ex «provinciali»

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La possibilità per gli enti locali di agire autonomamente assumendo le cosiddette «figure infungibili» rimane bloccata, almeno fino alla ricollocazione dei dipendenti degli enti di area vasta. Sulla questione, si possono ormai contare alcuni interventi chiari della magistratura contabile. La recente deliberazione n. 317/2015 della Corte dei conti della Lombardia, riassume compiutamente il contesto operativo.
Soprattutto i piccoli Comuni, dall'entrata in vigore del comma 424 dell'articolo 1 della legge 190/2014 si sono trovati in grosse difficoltà nella sostituzione di alcuni dipendenti (spesso figure uniche negli uffici) cessati dal servizio. In diversi modi, quindi, hanno provato a portare avanti la possibilità di individuare profili infungibili per agire liberamente senza attendere il passaggio dei dipendenti delle Province e Città metropolitane attraverso il portale.

Il precedente della sezione Autonomie
A tal proposito, la Corte dei conti Sezione Autonomie, nella deliberazione n. 19/2015aveva ipotizzato un percorso virtuoso. Qualora il profilo infungibile dovesse essere l'unica esigenza di organico da soddisfare nell'arco del biennio considerato dalla norma, una volta constatata l'inesistenza di tali professionalità tra le unità soprannumerarie da ricollocare, l'ente potrà procedere ad assumere nei modi ordinari. Tale ricerca va, però, riferita non al solo personale della Provincia di appartenenza, ma a tutto il personale delle Province interessate alla ricollocazione. Tale procedura, risulta alquanto complicata, dal momento che solo a fine ottobre (forse) ci sarà l'elenco dei soprannumerari.
Nel frattempo è intervenuto il Dl 78/2015 che ha introdotto una deroga, ovvero la possibilità ai assumere autonomamente, ma solamente nel contesto delle funzioni educative e scolastiche; anche questa azione, sembra peraltro molto difficile da attuare senza l'avvio completo del portale della mobilità.

La decisione della sezione Lombardia
Al limite della disperazione, un piccolo ente si è da ultimo rivolto alla sezione della Lombardia, per capire se il responsabile dell'ufficio tributi potesse rientrare in una qualche deroga e se si potesse agire autonomamente con propri bandi di concorso.
I magistrati contabili, nella deliberazione n. 317/2015, ritengono che il requisito da considerare nel passaggio dei dipendenti degli enti di area vasta per verificare le esigenze dell'ente locale è quello della professionalità risultante dalle declaratorie contenute nella descrizione dei profili delle varie categorie contrattuali, a meno che l'ente locale abbia l'esigenza di ricoprire un particolare posto in organico con un profilo professionale in relazione al quale sia necessaria un'abilitazione o un requisito professionale specifico, indicato dalla legge o dalla contrattazione collettiva.
Negli altri casi, come ad esempio quello in esame dell'addetto all'ufficio tributi, i lavoratori che rientrano in una determinata categoria contrattuale, se non formati in relazione a una particolare mansione, dovranno essere riqualificati, così come previsto dal comma 1-bis dell'articolo 30 del Dlgs 165/2001.


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