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Il responsabile dell'ufficio tecnico non può essere un «incaricato»

di Francesco Clemente

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Un Comune non può "assumere" con un incarico esterno il responsabile dell'ufficio tecnico, ma se è in deficit di personale e senza dipendenti interni idonei per la mansione può ricorrere alle «forme associative» previste dal Testo unico degli enti locali attraverso le convenzioni (articolo 30) o l'esercizio associato di funzioni e servizi con altri Comuni (articolo 33).

Le opzioni
Lo ha chiarito laCorte dei conti nella delibera 61/2015 della sezione di controllo della Liguria(parere reso noto il 2 ottobre), bocciando la tesi di un Comune senza risorse interne adeguate al servizio di Utc e quindi pronto a esternalizzare, dopo «una rigorosa procedura comparativa», con «incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria» come previsto a certe condizioni dal Testo unico sul pubblico impiego (articolo 7, comma 6 del Dlgs 165/2011). Secondo l'ente – che aveva già incassato il «no» della sezione sull'ipotesi risolutiva di una consulenza continuativa (delibera 54/2011) - l'incarico esterno sarebbe giustificato dal principio stabilito di recente dal Tar Campania (sentenza n. 826/2015) per cui vi è «ampia discrezionalità agli enti locali nell'organizzazione dei propri uffici, in presenza di un rapporto deficitario tra personale in servizio e pratiche in corso». Al contrario, il Comune violerebbe i limiti di spesa per il personale a tempo determinato se ricorresse alle «forme di lavoro c.d. "flessibili" (assunzioni a tempo determinato e contratti di collaborazione ordinaria), ai sensi dell'articolo 92 del Tuel», ovvero a convenzioni o esercizio associato di funzioni e servizi come già suggerito dalla Corte «non richiedendosi per lo svolgimento di tali compiti alcuna preparazione altamente qualificata diversa da quella richiesta dalla legge ai fini delle assunzioni di personale mediante le procedure concorsuali finalizzate' (…)».

I limiti
Per i magistrati contabili, però, il Tar Campania «ha ritenuto legittimo l'incarico, conferito dal Comune a un avvocato del libero foro, di patrocinare e assistere in giudizio il Comune per tutti i nuovi giudizi, in attesa dell'espletamento del concorso per la nomina del dirigente del settore Affari legali, pur in presenza di un avvocato comunale, riconoscendo la necessità di una professionalità altamente qualificata» poiché il bando «richiedeva (…) l'iscrizione all'albo dei cassazionisti (…) professionalità non rinvenibile ordinariamente nelle piante organiche dei Comuni e che, pertanto, può legittimare (…) il conferimento di un incarico esterno con durata e compenso predeterminati». Secondo la sezione quindi, «entrambi gli istituti (convenzioni ed esercizio associato, ndr) consentirebbero di affrontare una spesa sensibilmente inferiore rispetto a quella sostenibile per un'assunzione a tempo determinato», ma in caso di ulteriori difficoltà si è stabilito come «sia possibile stipulare una convenzione con altro Comune per usufruire congiuntamente del servizio dello stesso tecnico comunale, percorso giuridico sicuramente meno complesso e più celere rispetto a, quello comunque esperibile, dell'esercizio stabilmente associato della funzione dell'ufficio tecnico insieme a un altro Comune».


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