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Vigili urbani, integrativi finanziabili con le multe solo per premiare i «nuovi servizi»

di Francesco Clemente

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Gli incassi delle sanzioni amministrative per le violazioni del Codice della strada possono finanziare il potenziamento dei controlli per la sicurezza urbana e stradale, ma la copertura per il personale di Polizia locale, a determinate condizioni, è solo sulla quota accessoria degli stipendi. L'ha precisato la Corte dei conti in un parere della sezione Controllo della Lombardia depositato il 21 settembre (delibera n. 297/2015).

Il chiarimento al Comune
La questione è stata chiarita a un Comune richiedente i limiti e i vincoli dell'aumento della parte variabile del fondo delle risorse decentrate con i «proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie» disciplinati dal Codice della strada (lettera c, comma 4, articolo 208, del Dlgs 285/1992).
Nel caso in esame, l'ente intendeva rafforzare i servizi di controllo utilizzando le prestazioni aggiuntive del personale di Polizia locale in qualità di capofila di una gestione associata del servizio insieme ad altri quattro Comuni. La Corte, ribadito di aver già escluso «la legittimità dell'utilizzo dei proventi contravvenzionali per finalità di incentivazione del personale di polizia municipale» (delibera n. 961/2010), ha spiegato che lo stesso Codice (comma 5-bis dell'articolo 208) «si limita a prevedere che la quota dei proventi di cui alla lettera c) del comma 4 può anche essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme flessibili di lavoro» e come «i puntuali riferimenti legali parrebbero – implicitamente - limitare le possibilità di utilizzo delle suddette risorse in favore di istituti "giuslavoristici" necessariamente flessibili, senza estensioni in via interpretativa ad erogazioni potenzialmente continuative di natura retributiva o indennitaria».
In particolare, si è ritenuto che «non sembra ragionevole – anche in sede di esegesi teleologica - finanziare con tali proventi voci retributive o indennitarie in favore di dipendenti a tempo indeterminato che potrebbero rivestire carattere ricorrente».

Prestazioni aggiuntive
Per i magistrati contabili, queste risorse possono essere utilizzate per sostenere «i maggiori oneri del trattamento accessorio del personale», ma secondo la «più lineare (…) destinazione ex articolo 15 comma 5 del contratto nazionale di lavoro del 1° aprile 1999» prevista soltanto per l'«attivazione di nuovi servizi o di processi di riorganizzazione finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti, ai quali sia correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio cui non possa farsi fronte attraverso la razionalizzazione delle strutture e/o delle risorse finanziarie». In ogni caso, posto «il fisiologico delta tra accertamenti e riscossioni di tale tipologia di entrata», si è sottolineato che «è, poi, necessaria una puntuale verifica, a conclusione dell'esercizio finanziario, dell'effettivo conseguimento degli obiettivi di miglioramento prefissati, per l'erogazione in modo selettivo degli incentivi economici al personale sulla base di appositi indicatori anch'essi previamente individuati che diano visibilità all'apporto singolo di ciascun dipendente. Tutto ciò in compiuta attuazione di una cultura del risultato orientata ad un costante miglioramento della performance, essendo (da tempo) interdetta qualsivoglia distribuzione "a pioggia" del salario accessorio».


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