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Personale, dalla Corte dei conti nuova stretta ai fondi integrativi

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La mancata riduzione dell'incidenza della spesa del personale su quella corrente produce pesanti effetti sulla contrattazione collettiva decentrata integrativa in termini di contenimento delle risorse disponibili. Sul Quotidiano degli enti locali e della Pa del 22 settembre è stato illustrato l'effetto determinato dalla deliberazione 27/2015 della sezione Autonomie della Corte dei Conti sulle assunzioni: le amministrazioni che hanno visto aumentare il rapporto tra spesa del personale e spesa corrente non possono effettuare assunzioni di personale. L'indicazione contenuta nella delibera, secondo cui la violazione di questo vincolo è oggetto di specifiche sanzioni, determina effetti assai rilevanti anche sulla costituzione del fondo per le risorse decentrate.

Le conseguenze
Infatti l'inserimento di risorse nella parte variabile del fondo, per la parte che è rimessa alla sfera dell'apprezzamento discrezionale delle singole amministrazioni, è subordinata al rispetto dei vincoli dettati dal legislatore in materia di Patto di stabilità e di contenimento della spesa del personale. La platea delle amministrazioni che hanno visto aumentare la incidenza della spesa del personale sulla spesa corrente è elevata. Alla base di questo fenomeno ci sono le marcate riduzioni della spesa corrente che si sono realizzate negli ultimi anni, e ancora oggi. Per molte amministrazioni, il divieto finisce poi per determinare una drastica limitazione delle risorse destinate alla contrattazione collettiva, soprattutto per i dirigenti.

Le regole
L'articolo 40 del Dlgs165/2001, al comma 3-quinquies, secondo periodo, dice che «le regioni .. e gli enti locali possono destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nei limiti stabiliti dalla contrattazione nazionale e nei limiti dei parametri di virtuosità fissati per la spesa di personale dalle vigenti disposizioni, in ogni caso nel rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità e di analoghi strumenti del contenimento della spesa». Sulla base di questa disposizione, l'inserimento di risorse aggiuntive nel fondo per la contrattazione decentrata integrativa è subordinato al rispetto del Patto di stabilità e dei vincoli dettati dal legislatore in materia di contenimento della spesa del personale. Tra questi rientra in primo luogo il rispetto del tetto di spesa del personale, rientrava fino all'abolizione dettata dal Dl 90/2014 il rispetto del tetto massimo del 50% nel rapporto tra spesa del personale e spesa corrente e, sulla base delle indicazioni della deliberazione della sezione Autonomie della Corte dei Conti, rientra l'obbligo della riduzione della incidenza della spesa del personale sulla spesa corrente.

Le somme «vincolate»
Le risorse aggiuntive che le amministrazioni locali possono destinare alla contrattazione decentrata integrativa sono quelle variabili che dipendono da scelte dell'ente, quindi non sono comprese le risorse previste da specifiche norma di legge per l'incentivazione del personale e dei dirigenti. Per il fondo del personale il riferimento va all'articolo 15, commi 2 e 5, del contratto nazionale del 1° aprile 1999. La prima disposizione prevede la possibilità discrezionale di incremento fino all'1,2% del monte salari 1997 in presenza di risparmi provenienti da scelte organizzative, oppure nel caso in cui queste risorse siano destinate a specifici obiettivi di produttività e qualità. La seconda disposizione consente l'incremento del fondo a fronte dell'attivazione di nuovi servizi e/o del miglioramento, della estensione, dell'ampliamento di quelli esistenti. Per i dirigenti, nel cui fondo non sussiste la differenziazione tra parte stabile e parte variabile, il riferimento va alla possibilità di aumento prevista dall'articolo 26, comma 3, del contratto nazionale del 23 dicembre 1999, disposizione che consente di mettere risorse aggiuntive a seguito della attivazione di nuovi servizi o di miglioramento di quelli esistenti. Si tratta di una possibilità speculare a quanto previsto per il contratto dei dipendenti e costituisce, nella gran parte delle amministrazioni locali e regionali, una delle voci di maggiore consistenza del fondo dei dirigenti.


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