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Personale, calcolo «dinamico» sui resti del triennio precedente

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La possibilità di utilizzare i residui della capacità assunzionale del triennio precedente è da intendersi in senso dinamico, con scorrimento e calcolo dei resti, a ritroso rispetto all'anno in cui si intende effettuare le assunzioni. È questo il principio di diritto contenuto nella deliberazione 28/2015, della sezione Autonomie della Corte dei conti.

Le regole
Il decreto 78/2015, inserendo una norma nel decreto Madia dello scorso anno (Dl 90/2014), ha dato la possibilità alle amministrazioni locali di mantenere in vita e quindi impiegare i resti del turn-over del triennio precedente. Proprio perché l'inserimento della disposizione è avvenuto in un testo normativo del 2014, si riteneva che, come accade per le spese di personale, ci si riferisse a un triennio statico, ovvero il 2011-2013. Questa impostazione, però, non è piaciuta alla Corte dei conti, che ha invece ritenuto di vedere nel testo in vigore una verifica dinamica con un triennio di "resti" da calcolare di volta in volta.

I calcoli
Questa analisi, a parere dei giudici contabili, non contrasta con quanto affermato poco sopra, ovvero che dal 2014 è possibile cumulare la capacità assunzionale (non i resti!) nell'ambito del triennio della programmazione del fabbisogno di personale. Se un ente intende assumere, quindi nel 2015 avrà un turn-over dato dalla previsione delle facoltà assunzionali del triennio 2015/2017 (quello della programmazione) e dei resti del triennio dinamico precedente, ovvero 2014-2012. Nella partita, però, si innesca anche il comma 424 della legge 190/2014 sul riassorbimento dei dipendenti in soprannumero degli enti di area vasta. Anche alla luce della deliberazione n. 26/2015, i magistrati spiegano anche cosa accade ora con la possibilità di utilizzare i resti riferiti a un triennio dinamico.

Conseguenze sui resti
Primo punto: il comma 424 si applica solo con riguardo al budget di spesa per il 2015 e 2016 (riferito alle cessazioni di personale intervenute nel 2014 e nel 2015), anche nei casi in cui sia possibile utilizzare gli spazi assunzionali connessi alle cessazioni intervenute nel triennio precedente. Secondo punto: gli enti locali possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato utilizzando la capacità assunzionale del 2014 derivante dai "resti" relativi al triennio 2011-2013, purché siano stati osservati anche gli obblighi previsti dall'articolo 3, comma 3, del Dl 90/2014 (programmazione finanziaria, contabile e del fabbisogno di personale). La deliberazione n. 28/2015 fornisce inoltre un altro principio, ormai consolidato, ma la cui "benedizione" della Corte dei conti non fa male: per calcolare la capacità assunzionale, sia la spesa per le cessazioni sia la spesa per le assunzioni devono essere valutate sempre su base annua.


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