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Agenzia delle Entrate, ultimi passaggi per le «posizioni organizzative»

di Giovanni Parente

Si stringono i tempi per completare il riassetto dell'agenzia delle Entrate. Il 7 settembre scorso è scaduto il termine per la presentazione della domanda (l'«interpello» in gergo tecnico) distinta per macro-area per le nuove 189 posizioni organizzative speciali (Pos) create a seguito della spending review imposta dal decreto legge 95/2012 con la riduzione del numero dei posti da dirigenti. Sono oltre 3mila le istanze presentate (il bando era riservato ai dipendenti dell'Agenzia laureati e inquadrati da almeno cinque anni in terza area) partirà la «fase 2» con la selezione. La procedura sarà articolata con un questionario con 50 domande a risposta chiusa, che saranno formulate sulla base di casi pratici. A questo poi seguirà un colloquio, ai quali saranno ammessi i candidati che avranno riportato un punteggio pari o superiore al punteggio medio nazionale, a cui sarà applicata una maggiorazione del 10 settembre.
Quasi contemporaneamente si è chiusa anche la "finestra" per le autocandidature riservata ai dirigenti già in servizio per la copertura di posti da coprire sia a livello centrale e periferico. Con la successiva fase di valutazione e la copertura dei "tasselli" dovrebbe partire anche l'iter avviato con la norma introdotta nella conversione del decreto enti territoriali (Dl 78/2015) per risolvere l'impasse successiva alla sentenza 37/2015 della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimi i dirigenti nominati senza concorso . L'obiettivo, infatti, è quello di arrivare entro fine alle linee guida che poi consentano ai dirigenti di selezionare le posizioni organizzative a tempo (Pot) che serviranno a tamponare l'emergenza fino al 31 dicembre 2016: deadline per il completamento del concorso che dovrà essere bandito. Sullo sfondo, però, restano una serie di problematiche. Da un lato, non è stata ancora risolta la questione dei circa 700 funzionari «retrocessi» dalla terza alla seconda area per un vizio procedimentale del concorso in base a quanto deciso dal Tar Lazio a febbraio. Dall'altro, il sindacato Dirstat ha presentato una diffida stragiudiziale a Mef e Agenzia per sottolineare come le norme del Dl 78/2015 di fatto aggirino la sentenza della Consulta. Per questo Dirstat chiede di «provvedere al più presto a indire un regolare concorso pubblico per assegnare le posizioni dirigenziali vacanti delle Entrate» e in caso contrario si riserva di procedere in sede giudiziale.


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