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Architetti dipendenti pubblici, la «tassa» sull'albo è a carico dell'ente

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori interviene sulla competenza al pagamento del contributo annuale per l'iscrizione allo specifico albo da parte dei dipendenti pubblici.

Il costo per l'iscrizione di dipendenti pubblici
Come noto, presso gli uffici tecnici degli enti locali, operano figure professionali che hanno tra i compiti istituzionali anche quelli di progettare e seguire tutte le fasi di realizzazione delle opere pubbliche.
Tali soggetti devono essere iscritti all'apposito Albo professionale per il quale, i vari Ordini, richiedono un contributo annuale.
Chi deve provvedere a tale erogazione?
Il dipendente stesso oppure l'amministrazione di appartenenza?

L'intervento del Cnappc sul chiarimento della Cassazione
Con la circolare n. 98/2015, il Consiglio nazionale degli architetti, riassume la questione, evidenziando come vi sia stato nel tempo un mutamento giurisprudenziale sulla vicenda.
Il punto di arrivo è stata la sentenza n. 7776 del 16 aprile 2015 della Corte di cassazione che ha recepito il parere 23 febbraio 2011 n. 678/2010 del Consiglio di Stato.
Fermo restando che spetta alla singola amministrazione la valutazione su come operare, il Consiglio ritiene che la tassa di iscrizione del dipendente pubblico all'albo professionale debba essere corrisposto dalla Pubblica amministrazione–datore di lavoro, perché è essa a beneficiare in via esclusiva dell'attività del dipendente.
A supporto di ciò viene anche richiamato l'articolo 1719 del Codice civile secondo il quale il mandante è obbligato a tenere indenne il mandatario da ogni diminuzione patrimoniale che questo abbia subito in conseguenza dell'incarico conferitogli e tale situazione si manifesta chiaramente per analogia anche al caso in esame di prestazione di lavoro dipendente.


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