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La funzione attribuita ad interim non vale come conferimento dell'incarico

di Daniela Casciola

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Non ha diritto all'incarico dirigenziale il dipendente pubblico che ha ricoperto il ruolo ad interim prima della sospensione cautelare nel corso di un procedimento per peculato conclusosi in seguito con un'assoluzione. Soprattutto perché l'interessato non poteva dirsi formalmente incaricato ma aveva goduto di una mera attribuzione di funzioni.
Ha deciso così la Sezione Lavoro della Corte di cassazione con la sentenza n. 16354/15, depositata ieri.

I fatti
La vicenda vede protagonisti un dipendente dalla motorizzazione civile di Catania e la Regione Sicilia, nello specifico l'assessorato regionale al turismo, comunicazione e trasporti. L'uomo era stato sospeso dal servizio essendo stato sottoposto a procedimento penale con l'accusa di peculato. Un atto dovuto - si specifica nella ricostruzione dei fatti riportata nella sentenza - considerato che a carico del dipendente c'era una condanna penale, anche se non ancora definitiva.
Una volta assolto, però, l'uomo aveva reclamato il reintegro nelle funzioni dirigenziali dalle quali era stato allontanato e che svolgeva per attribuzione ad interim.

La decisone
La Cassazione non ha riconosciuto nessuna delle ragioni del lavoratore. Pregressi orientamenti di giurisprudenza e l'esame delle norme statali e regionali che regolano la riammissione e il reintegro nel posto di lavoro a seguito di assoluzione non sono state d'aiuto all'uomo perché non prevedono alcun titolo di preferenza e non attribuiscono alcun diritto nel caso in cui l'incarico dirigenziale sia stato non formalmente conferito ma solo attribuito ad interim, come nel caso di specie, appunto.
La Pa - dicono espressamente i giudici - gode di ampia discrezionalità nella scelta dei soggetti ai quali conferire gli incarichi dirigenziali in materia di pubblico impiego privatizzato. Ciò vuol dire che in capo a coloro che aspirano all'incarico viene a crearsi una posizione qualificabile non già come di mera aspettativa, bensì come di interesse legittimo di diritto privato.
Ma in questo caso il ricorrente non ha maturato alcun diritto perché non si può equiparare la mera attribuzione ad interim di una funzione con il conferimento dell'incarico dirigenziale.


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